La “Gazzetta dello Sport” ha intervistato in esclusiva Vampeta. Il brasiliano non ha lasciato una traccia indelebile all’Inter, per usare un eufemismo, e adesso prova a spiegare cosa non è andato in quel periodo, soprattutto con Tardelli.
OPACA ESPERIENZA – Ecco le parole di Vampeta alla “Gazzetta dello Sport”: «Dopo un allenamento Tardelli, l’allenatore all’epoca appena arrivato, mi disse che non mi conosceva proprio. Io gli risposi che neanche io lo conoscevo e me ne andai. Rimasi 7-8 mesi all’Inter. A chiedere il mio acquisto era stato Lippi, che se ne andò dopo il primo k.o., non Tardelli. Con lui ero demotivato. Allora ricordo tantissimi stranieri all’Inter: Zanetti, Zamorano, Recoba, Cordoba, Frey… Gli italiani invece erano pochi: Pirlo, Vieri, Di Biagio. Diventai amico di Robbie Keane, l’irlandese. Io non parlavo né l’inglese, né l’italiano. Ci capivamo a gesti, scambiando qualche parola».
CAPITOLO RONALDO – «Era infortunato , perse tutta la stagione. Rimase molto tempo in Brasile per recuperare. Però avevamo giocato insieme al Psv nel ’94-95. Una volta andai a casa sua, in un condominio dove abitavano pure Dida, Roque Junior e altri. Ero già sbronzo quando andai a pigliare una bottiglia di vino dalla sua cantina. E me la scolai. Ma era il vino regalatogli da papa Giovanni Paolo II in una visita in Vaticano… Ronaldo si incazzò, voleva che gliela pagassi. Ma il vino sapeva d’aceto…».
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