Eriksson: “Cholo esempio! Mancini, quel deficiente a Inzaghi…” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1YZBuvp Andrea Turano

Eriksson

Sven Goran Eriksson – ex allenatore della Lazio attualmente sulla panchina dello Shanghai SIPG -, intervistato dai microfoni della “Gazzetta dello Sport”, racconta il passaggio dal campo alla panchina di alcuni suoi ex calciatori, tra cui proprio i protagonisti di Lazio-Inter, ovvero Inzaghi e Mancini, ma anche Simeone

UNA LAZIO DI ALLENATORI – Fu l’allenatore di entrambi nella Lazio scudettata – e non solo – Sven Goran Eriksson: «Stasera Simone Inzaghi contro Roberto Mancini? Incredibile. O meglio no, me lo aspettavo. Quella Lazio che ho guidato fino al 2000 è la squadra più forte che ho mai allenato. Quanta personalità, quanta qualità tecnica. Cerco affettivamente di seguire tutti quei ragazzi. Per me era bellissimo guidarli, ma anche dura lasciarne qualcuno fuori. Penso soprattutto a Diego Simeone che era bravissimo tatticamente come centrocampista, ma avevo gente ancora più forte».

MANCINI CONTRO INZAGHI… CON OFFESE – «Dovevo foderarmi le orecchie per non sentire Mancini! Ma lui è un Genio del calcio e siamo grandi amici. Fin quando se la prendeva con me andava bene, solo che spesso era arrabbiato con gli arbitri. Ricordo quando diede del “deficiente” a Inzaghi per un cucchiaio maldestro su rigore (ride di gusto, ndr). Simone la fece grossa, e fece arrabbiare anche me perché il rigorista era Hernan Crespo. Ma Mancio era quello che aveva insistito per prendere dal Piacenza Simone e col suo arrivo si vinse lo scudetto».

ORGOGLIO CHOLO – «E io tifo per l’Atletico Madrid di Simeone. Mi affascina il suo calcio, ne abbiamo parlato anche l’estate scorsa quando ci siamo incrociati in Cina per un’amichevole. Mi ha detto che ha preso qualcosa anche da me e ne sono orgoglioso. Simeone era durissimo come giocatore e lo è ancor di più da tecnico. Le sue sedute sono come partite e poi in campo raccoglie i frutti del suo lavoro. Il pressing che attua la sua squadra è davvero impressionante. Un esempio da seguire per tutti, che non possono schierare Messi e Suarez. E allora bisogna lavorare sull’organizzazione, sulla corsa, per questo dico che Simeone è un esempio per tanti club. Ho controllato le statistiche: nessuno nella Liga corre più dell’Atletico».

RANIERI, VITTORIA MADE IN ITALY – «Sorpreso da Claudio Ranieri? Per niente. Lo conosco molto bene e lo stimo moltissimo come persona e tecnico. Ho seguito tutte le partite e tifo per lui. Quella del Leicester City è una favola meravigliosa nella Premier League e per tutto il calcio europeo. Non è facile emergere fra tanti club che hanno budget nemmeno paragonabili al tuo. Claudio ha costruito un grande gruppo, che esprime tanta aggressività agonistica e sta meritando di vincere un titolo che mi auguro possa festeggiare già oggi. Voi spesso criticate il vostro calcio, ma questi successi nascono anche dall’Italia e dall’applicazione tattica estrema della Serie A».

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