L’equivoco tattico di Mancini: Brozovic non è un esterno Sia ben chiaro, la sconfitta contro la Lazio è arrivata per un problema di mentalità e concentrazione, quindi niente a che vedere con scelte tattiche o tecniche di Roberto Mancini. Ma da un po’ di settimane, una di queste, sembra essere un’arma a doppio taglio. UN VIZIO – Nel corsa della sua carriera da allenatore, Roberto Mancini ha palesato difficoltà a lasciare giocare i giocatori nel proprio ruolo. Lo ha fatto nella prima avventura all’Inter, al Manchester City e adesso di nuovo in nerazzurro. Anzi, in questa stagione in particolare, l’allenatore jesino si è superato. Tanti calciatori spostati a suo piacimento sul campo da gioco, quasi come se si trattasse di pedine sul tavolo degli scacchi. Da Perisic portato sulla fascia destra fino a Brozovic jolly da piazzare ovunque. BROZOVIC ESTERNO – Ecco, proprio l’evoluzione (involuzione?) tattica di Marcelo Brozovic è quella a fare preoccupare maggiormente. Ad inizio della sua seconda avventura all’Inter, Mancini prese Kovacic e lo dirottò sulla fascia sinistra, inanellando una serie pessima di risultati. Adesso sembra compiere lo stesso percorso con il connazionale. Brozovic corre come un dannato su quella fascia destra per essere utile alla causa ma perde visibilmente precisione e lucidità nei passaggi e nelle conclusioni. APPELLO – E’ un centrocampista che potrebbe fare tranquillamente almeno 10 reti a stagione, se solo giocasse centralmente ed in una posizione ben definita. Trequartista o mediano non ha importanza. E invece no, Mancini lo sposta ovunque sul prato e lo disperde, lo confonde. Brozovic non arriva più ad inserirsi dentro l’area come faceva ad inizio stagione, perché sacrificato da un lavoro di corsa incredibile. Se ci arriva, è stanco e spara il pallone in curva. Ogni giocatore ha un ruolo ben definito: quello di Marcelo non è l’esterno di fascia. Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/1W1DfKw