Biasin: “Inter, Mancini ha tradito ma non serve l’anno zero” Lunghissima disamina sulla stagione dell’Inter da parte di Fabrizio Biasin nel suo consueto editoriale per “TuttoMercatoWeb”. Il giornalista del quotidiano “Libero” ha analizzato il risultato ottenuto fin qui in campionato e le responsabilità di Roberto Mancini. OBIETTIVO NON RAGGIUNTO – “Per dirla alla Grignani, all’Inter i problemi sono uguali e diversi. C’è tutta una menata societaria che è assai simile a quella di settimana scorsa e quindi è poco utile tornare a sviscerare: i guai di bilancio sono noti e non indifferenti. Erick Thohir – archiviato il sogno Champions – sarà costretto a far partire il cosiddetto piano B, quello del mercato auto-finanziato, dei pochi colpi in uscita che dovranno sostenere i pochi colpi in entrata. Il noto partner cinese magari porterà anche dei quattrini, ma non certo per buttarli su questo o quel giocatore. La logica è quella dell’azienda in perdita che tenta di tappare la falla e in contemporanea prova ad aumentare il livello di competitività della squadra. Non è facile, ma neppure impossibile. Diverso il discorso legato alla panchina. Se sull’altra sponda del Naviglio è assolutamente inutile andare a fare le pulci a un tecnico neofita, mandato a combattere contro i mulini a vento, da questa parte non si può far finta che non sia successo niente. L’Inter chiuderà presumibilmente il campionato al quarto posto, ovvero una posizione sotto l’obiettivo stagionale. Poco? No, tantissimo. Roberto Mancini aveva il compito di portare la squadra in Champions League, aveva annunciato che questa era la sua missione e, quindi, ora è il primo a sapere di aver tradito le aspettative. Badate bene: questo – almeno per chi scrive – non significa che debba farsi da parte, anzi. I risultati si ottengono solo con la continuità, facendo un passo in avanti alla volta, quindi non avrebbe senso ripartire da zero e comunque la società non potrebbe permetterselo (l’ingaggio da 4.5 milioni, ovvero 9 al lordo fino a giugno 2017, chiarisce da solo il concetto)”. INCHIODATO – “Il fatto che si debba ripartire da Mancini, però, non significa che si debba negare l’evidenza: il tecnico se la prende con i suoi giocatori che segnano poco, sbagliano troppo, sono scesi in campo già in vacanza e hanno limiti tecnici e con quelli non vai da nessuna parte. Tutto vero, tutto giusto, tutto sottoscrivibile, ma a patto che anche il tecnico decida di assumersi le sue responsabilità. Se i giocatori scendono in campo che paiono in vacanza l’allenatore non può non sentirsi responsabile, se sbagliano troppo forse dipende anche dal fatto che non si è riusciti a dare alcun tipo di continuità alla formazione, se i giocatori hanno limiti tecnici non si può non rimarcare che i limitati sono gli stessi ragazzi che Mancini ha preteso e ottenuto di avere con sé. Certo, fosse stato per lui probabilmente ci sarebbero stati anche Yaya Touré, Ronaldo e Mazinga Zeta, ma così vien da dire grazie al pazzo (la ‘p’ è un refuso voluto). Una squadra da quarto posto che arriva quarta è una squadra che ha fatto il suo, una squadra da quarto posto che arriva quarta ma ha l’allenatore più pagato della Serie A no, non ha fatto il suo a prescindere da qualsivoglia limite tecnico del singolo giocatore. Mancini va anche nel dettaglio, se la prende con Jeison Murillo «che è stato pollo». Vero, Murillo è stato pollo, ma se per l’undicesima volta i nerazzurri terminano una partita in inferiorità numerica vuol dire che o l’Inter è un pollaio o c’è qualcosa di sbagliato nell’impostazione della squadra. Decidere di inserire una flotta di attaccanti ogni volta che si passa in svantaggio significa rinunciare a giocare sperando nel colpo del singolo, significa lasciare i difensori scoperti e alla mercé degli avversari. Polli loro che forse non sono i nuovi Nesta e Maldini, pollo pure l’allenatore che invece di tentare la via della logica e del gioco, preferisce quella utilizzata nei migliori oratori di periferia. ‘Mister, stiamo perdendo e mancano dieci minuti!’. ‘OK, so cosa fare: tutti su, alla bersagliera!’. Pollo anche il mister dell’oratorio, ma quantomeno veniva pagato in Goleador”. Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/1QOBuIN