Ivan Cordoba ha parlato a lungo della sua storia all’Inter ai microfoni del “Corriere dello Sport”. L’ex difensore nerazzurro ha parlato di diversi ex compagni, da Zanetti a Ibrahimovic, poi si è soffermato anche sulle vicende societarie. Di seguito le sue dichiarazioni
ZANETTI E RONALDO – «Zanetti? Javier ha tantissime qualità ma la principale è quella di saper gestire ogni momento difficile con il buon senso e la simpatia. Poche volte l’ho visto arrabbiarsi in modo scomposto, anzi usava un altro metodo per risolvere i problemi interni: lo scherzo. A lui bastava una battuta per sistemare situazioni complicate fra compagni o con l’allenatore. Questa sua qualità l’ho sempre ammirata. Chi è stato il calciatore più forte con il quale ha giocato? Il Fenomeno Ronaldo, senza alcun dubbio. Semplicemente il numero uno».
EX ALLENATORI E THOHIR – «Ho una grande stima per Mancini che mi ha dato tantissimo. Ma sarebbe sbagliato non ricordare Cuper che ci diede una base solida sulla quale poi costruimmo i nostri successi futuri. Mourinho, poi, un leader vero. Josè ha una qualità inarrivabile dagli altri: riesce a tirare fuori il meglio da un giocatore nel momento in cui la squadra ne ha più bisogno. Thohir? Penso che chiunque abbia voglia di investire nell’Inter deve capire che la vicinanza e il senso di appartenenza al club sono due cose fondamentali. Il club deve essere sempre più vicino alla squadra e ai tifosi. Quando ci sono delle difficoltà da superare l’unico modo per uscirne è con la compattezza: serve fare squadra».
SIMEONE – «Lei ha sfiorato Diego Simeone all’Inter, un altro giocatore che è rimasto nel cuore del popolo nerazzurro. Che ne pensa del suo Atletico e della finale di Champions raggiunta? Il Cholo una grande qualità, quella di saper trasmettere la sua energia alla squadra e plasmarla secondo il suo carattere e la sua personalità. Quello che sta facendo all’Atletico è un qualcosa di fantastico».
IBRAHIMOVIC E BALOTELLI – «E’ stato più difficile avere come compagno di squadra Ibrahimovic o Balotelli? Sono due giocatori diversi. Ibra ha un carattere difficile ma è un fuoriclasse straordinario e un lottatore esemplare. Avere Zlatan dalla propria parte vuol dire avere una marcia in più. Anche se litigavi con lui sapevi che nel campo c’era ed era determinante. Per Mario il discorso è difficile. Lui quando era all’Inter aveva delle qualità incredibili che non è mai riuscito ad esprimere purtroppo. Noi gli volevamo un bene incredibile e abbiamo provato in tutti i modi a convincerlo a cambiare i suoi atteggiamenti. Purtroppo non ci ha mai dato ascolto ed è un grosso dispiacere. Lui vuole vivere la vita che sta facendo ora ed è un peccato perché poteva dare molto, ma molto di più non solo all’Inter ma a tutti il calcio italiano in generale. E’ stato veramente una delusione».
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