Sulle pagine del “Corriere dello Sport” continua l’analisi del momento negativo dell’Inter, soprattutto in relazione alla differenza di prestazioni a San Siro e fuori casa. Quello che preoccupa maggiormente è la mancanza di cinismo.
NUMERI IN CROLLO – Ecco quanto si legge sul “Corriere dello Sport” riguardo l’Inter: «Al Meazza gli uomini di Mancini hanno concluso verso la porta avversaria 121 volte per una media di 15,1 a match e inquadrano lo specchio 5,1 volte arrivando a tirare dall’interno dell’area in 8,75 occasioni. Lontano da San Siro diventa tutto più complicato e non solo la percentuale di possesso palla si abbassa dal 57,4% al 55%, ma a diminuire sono soprattutto i tiri complessivi (la media scende a 12,4 a incontro), quelli nello specchio (3,22) e quelli scagliati dall’interno degli ultimi 16,5 metri (6,88). Possono sembrare contrazioni di poco conto trattandosi di 2-3 conclusioni a gara, ma in realtà quando hai in attacco un bomber come Icardi, mettergli a disposizione 2-3 palloni in più vicini alla porta “nemica” fa una grande differenza.
PERSONALITA’ – Il problema sembra soprattutto di mentalità perché questa Inter fuori casa non graffia e commette dalla cintola in giù distrazioni che a San Siro si concede meno frequentemente. Nel girone di ritorno la forza delle avversarie in trasferta (Juventus, Roma, Fiorentina, Milan e Lazio) è stata maggiore rispetto a quella delle formazioni affrontate all’andata, ma ridurre il discorso solo al valore di chi si incontra sarebbe sbagliato. Mancini lo sa e non a caso ha chiesto per la prossima stagione due campioni che trasmettano mentalità vincente anche ai compagni. Ecco quello che manca all’Inter attuale: mira, occasioni, ma soprattutto personalità».
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