Da ieri sera l’Inter chiude ufficialmente il suo campionato al quarto posto, contro un obiettivo fissato che era il terzo: l’obiettivo stagionale non è stato raggiunto, ma l’Inter può prendersela solo con se stessa?
Con la vittoria di ieri sull’Empoli l’Inter ha blindato il quarto posto che garantisce, quantomeno, l’accesso diretto alla fase a gironi della prossima Europa League senza passare dai play off estivi, a differenza di quanto successo nelle precedenti esperienze con Stramaccioni e Mazzarri. L’obiettivo stagionale era il terzo posto, un terzo posto che è stato cullato per mesi, poi sfumato soprattutto con il black out invernale che ha visto i nerazzurri scivolare dalla vetta della classifica a un quarto posto che è stato poi confermato nonostante la ripresa primaverile. E’ stata solo colpa dell’Inter? Indubbiamente l’Inter, come analizzato da più parti, ha le sue colpe, le hanno alcuni giocatori che non hanno reso secondo le attese e le ha il tecnico Roberto Mancini, ma non si può evitare di guardare le avversarie e, facendo un semplice confronto con le passate stagioni, si scopre che quest’anno il terzo posto, se non fuori portata, era indubbiamente molto difficile.
UNA SOGLIA PIU’ALTA- All’inizio della stagione i pronostici collocavano l’Inter tra le seconde forze del campionato dietro Juventus, Napoli e Roma che si sarebbero giocate lo scudetto, già finire appena dietro queste tre non può essere considerato un risultato sotto le attese, ma non si può non notare il fatto che proprio quest’anno la soglia Champions si è notevolmente alzata rispetto al passato. L’Inter, con l’ultima giornata ancora da disputare, potrebbe chiudere il suo campionato con 70 punti, una cifra che negli anni scorsi sarebbe probabilmente bastata. L’anno scorso la Lazio arrivò terza sommandone 69, nel 2011 e nel 2010 Napoli e Milan arrivarono terze proprio con 70 punti, nel 2012 l’Udinese conquistò la terza piazza addirittura con 62 punti, l’Inter ha fatto quindi un campionato in linea con quelli che nella storia recente hanno portato in Champions.
LA CORSA DI NAPOLI E ROMA- Napoli e Roma hanno tenuto quasi un ritmo da scudetto quest’anno, al netto di una Juventus che ha saputo marciare a ritmi fuori portata per chiunque, soprattutto la Roma è stata protagonista di un’impressionante accelerata dall’arrivo di Luciano Spalletti e potrebbe chiudere il suo campionato con 80 punti, come la Roma di Ranieri che arrivò seconda nel 2010 dietro l’Inter di Mourinho. Il Napoli, dal canto suo, potrebbe chiudere a 82, esattamente la cifra con cui l’Inter triplettista di José Mourinho vinse lo scudetto nel 2009/10. A questo bisogna aggiungere che, con 80 e 74 gol, Roma e Napoli sono i due migliori attacchi del campionato, numeri che ci suggeriscono quindi una riflessione: l’Inter ha indubbiamente le sue colpe e i suoi rimpianti, ma mai come quest’anno bisogna fare i conti anche con la realtà di avversari che hanno mantenuto un ritmo probabilmente fuori dalla portata dei nerazzurri.
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