Durante la sua intervista alla “Gazzetta dello Sport”, Mauro Icardi è tornato a parlare della pubalgia che lo aveva tormentato all’inizio della sua carriera all’Inter. L’argentino ha poi spiegato come non sia stata una tragedia per lui lasciare un club prestigioso come il Barcellona
PUBALGIA, CHE DOLORE – «Ha idea di cosa significa per un calciatore avere un pallone fra i piedi e non riuscire a calciarlo ad un metro, per il dolore? La pubalgia è così: sai come viene, non sai quando se ne andrà. A me venne per colpa di una serie di tiri a fine allenamento, mi scivolò il piede e mi stirai un muscolo intercostale: iniziai a dormire male, a camminare male, si infiammò il pube e come se non bastasse mi toccava anche sentire c…ate tipo che tutto dipendeva dal troppo sesso con Wanda».
MOTIVAZIONE – «Mi sarei dovuto fermare subito ma a me non piace star fermo, e figuriamoci arrivare alla Pinetina presto solo per fare massaggi, punture, risonanze: non sono tipo da depressione, ma accorgermi di non riuscire a dare nulla a tifosi che quell’estate mi avevano accolto come un re non era un bel pensiero».
BARCELLONA? NESSUNA TRAGEDIA – «Molto peggio che decidere di lasciare il Barcellona: anche oggi, anche pensando a che squadra è, non lo vedo come chissà quale buco nero nella mia carriera. Non sono l’unico che se n’è andato da lì, non è mica la fine del mondo: o perlomeno, io me ne sono andato con un sorriso. Come sempre, quando sono io che scelgo di fare una cosa»
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