La stagione 2015/16 dell’Inter si è chiusa ieri con la sconfitta di Reggio Emilia, ma nel corso di tutto il Campionato Italiano di Serie A ci sono stati degli alti e bassi che hanno allontanato i nerazzurri dagli obiettivi stagionali: prima lo Scudetto, poi la Champions League diretta e infine il terzo posto per i preliminari. Lo spreco principale va dal quinto al sesto posto
INTER INCOERENTE – Le statistiche e i risultati non mentono: si può parlare tranquillamente di Inter grande con le grandi e piccola con le piccole. I risultati ottenuti contro le prime tre della classe sono sotto gli occhi di tutti: l’Inter è riuscita a battere Juventus (addirittura 3-0 in coppa prima dei beffardi calci di rigore), Napoli (2-0 sia in campionato sia in coppa) e Roma (1-0) almeno una volta considerando anche la Tim Cup. I problemi, infatti, sono da trovare nelle sfide contro le squadre classificatesi sotto l’Inter, quindi dal quinto al ventesimo posto (sì, perfino l’Hellas Verona retrocesso anzitempo è riuscito a togliere due punti ai nerazzurri). Tra le grandi, giusto per dovere di cronaca e di storia, si potrebbe inserire anche il Milan (1-0), che ha terminato la stagione al settimo posto a -10 dai cugini nerazzurri: anche i rossoneri sono stati battuti almeno una volta dagli uomini di Roberto Mancini. Altro dettaglio curioso: l’Inter ha battuto tutte le grandi a San Siro per poi crollare in trasferta, Milan compreso. Bisogna migliorare la gestione delle partite lontane da Milano, poco ma sicuro.
VENDETTA SASSUOLO – Abituato al tennistico 7-0, ha del clamoroso il doppio confronto con il Sassuolo di Eusebio Di Francesco, che porta a casa sei punti contro l’Inter. Lasciando perdere la partita-farsa di ieri sera – l’Inter ha giocato senza voglia, idee e metà titolari già in vacanza, l’altra metà ha messo piede in campo solo per aggiungere una presenza nelle statistiche stagionali -, che il Sassuolo ha vinto 3-1 al “Mapei Stadium” contro un’Inter che non aveva alcun motivo serio per impegnarsi, pesa tantissimo lo 0-1 dell’andata allo Stadio “Giuseppe Meazza”, quando Domenico Berardi ha deciso la partita con un rigore segnato al 95′, praticamente con le squadre già negli spogliatoi. Il Sassuolo ha chiuso la sua stagione al sesto posto guadagnando – meritatamente – l’Europa League (per ora, in attesa della finale di Tim Cup), ma l’Inter ha contribuito tantissimo a questa favola: i 61 punti neroverdi li piazzano a -6 dall’Inter fermatasi a 67, ma a risultati inversi l’Inter sarebbe salita a quota 73, mentre il Sassuolo sarebbe sprofondato a 55 punti. Un divario pazzesco: un possibile +18 dell’Inter si è trasformato in -6 per il Sassuolo a causa di due sconfitte pesantissime, pur sottolineando che il Sassuolo non ha rubato nulla. Inter rasa al suolo dal Sassuolo, sì: si può dire, con un gioco di parole.
RISCOSSA VIOLA – Lo stesso menù del Sassuolo è stato servito all’Inter dalla Fiorentina di Paulo Sousa, che battendo la Lazio in serata ha consolidato il quinto posto terminando a quota 64 punti. Una storia già vista: la Fiorentina è stata la prima squadra a battere l’Inter capolista e imbattuta, che alla sesta giornata è caduta sotto i colpi di Nikola Kalinic, autore di una tripletta nel 4-1 finale giocata allo Stadio “Artemio Franchi”. Pesa soprattutto, però, la sconfitta rimediata al ritorno a San Siro, dove la Viola ha rimontato il vantaggio nerazzurro e ha portato a casa i tre punti grazie a un gol segnato da Khouma Babacar al 91′. Alla fine in classifica l’ha spuntata l’Inter per tre punti, il che è davvero paradossale e aumenta la rabbia viola: della Fiorentina, ma anche dell’Inter. Una stagione buttata al vento per inattesi blackout con le più piccole e soprattutto nei finali di partita, quando l’Inter spesso ha dimostrato di non riuscire a trovare il gol della vittoria, ma di subirlo con troppa facilità. Nonostante tutto, va detto che pur facendo bottino pieno con Fiorentina e Sassuolo, l’Inter non avrebbe raggiunto la Champions League: si sarebbe fermata a quota 79, proprio a -1 dalla Roma terza a 80 punti. Paradossi su paradossi, che fanno aumentare i rimorsi. Il prossimo anno bisogna continuare a battere la pista sulle grandi, ma senza perdere di vista (e sottovalutare) le piccole…
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