L’Inter chiude la stagione con una pesante sconfitta in casa del Sassuolo: pur trattandosi di una partita senza alcun obiettivo per gli uomini di Mancini, il 3-1 finale – causato anche da un’assoluta mancanza di impegno e di idee – non è un bel modo di terminare l’annata. Quarto posto a quota 67 punti per l’Inter, ma è giusto sottolineare gli errori di Mancini nell’ultima giornata: si salva solo la Primavera… e non doveva andare così
LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini per affrontare il Sassuolo:
IL MODULO – Nonostante l’attesa per il consueto 4-2-3-1, l’Inter inizia la partita con il 4-3-3, in cui Brozovic torna nella sua posizione più naturale: mezzala destra nel centrocampo a tre. La strategia di Mancini prevede una difesa alta e un attacco che non dà nessun punto di riferimento agli avversari, avendo scelto tre punte di movimento, ma nessun centravanti né ali di ruolo.
PRIMO TEMPO – La novità tattica della serata, rispetto alle ultime uscite, si nota subito: Brozovic gioca in mezzo al campo in posizione di mezzala destra, dunque Kondogbia torna sul centro-sinistra. In avanti sono Palacio ed Eder le punte esterne, Jovetic funge da prima punta. Al 5′ proprio Jovetic va a segno, ma il guardalinee segnala la posizione di fuorigioco. Al 6′ il Sassuolo va in vantaggio da fuori area con Politano, fortunato nel trovare la deviazione vincente di Murillo. Dopo lo svantaggio, Mancini inverte mezzali e punte esterne alla ricerca di un cambio di marcia. L’elemento mobile dell’Inter è Brozovic, che ogni tanto si alza nel cuore della trequarti permettendo il passaggio al 4-2-3-1. L’Inter fa fatica a costruire da dietro, infatti vive di azioni personali: sugli scudi Kondogbia e Jovetic, autori di due giocate di gran classe, ma si tratta di un doppio sprazzo che non avrà seguito. Al 26′ raddoppio del Sassuolo con Pellegrini, che segna a porta vuota trovando tutta la difesa dell’inter fuori tempo. Sul 2-0 l’Inter inizia a essere pericolosa in avanti con un colpo di testa di Eder, il che è tutto dire. Al 31′ Palacio accorcia le distanze: bravo Brozovic nel recuperare un pallone importante, non il primo visto il pressing attuato dal croato. Il tridente offensivo dell’Inter non dà nessun punto di riferimento: tutti sono centravanti, tutti sono ali, ma a rotazione. Al 39′ Politano trova la doppietta personale saltando sulle spalle di Telles, trovatosi a coprire la zona di campo della coppia D’Ambrosio-Murillo.. Il terzo gol del Sassuolo taglia le gambe all’Inter, che non riesce a reagire come dovrebbe. Il primo tempo termina con il risultato di 3-1: Sassuolo cinico e in parte fortunato, Inter svogliata.
SECONDO TEMPO – Nella ripresa Mancini conferma l’undici iniziale che, pronti e via, va in gol con D’Ambrosio, ma il 3-2 viene annullato dopo circa 30 secondi per fuorigioco inesistente. Inter senza idee, si segnalano solo degli scatti in velocità di Palacio, ma l’azione non è mai seguita dai compagni. Al 59′ l’Inter rimane in dieci: espulso Murillo per doppio giallo in seguito a un fallo seguito da proteste. L’Inter si dispone con il 4-2-3 con Melo che arretra sulla linea dei difensori al fianco di Juan Jesus. Jovetic ed Eder si abbassano a centrocampo restando larghi sulle fasce, creando in fase di non possesso un 4-4-1 con il solo Palacio più avanzato. Al 70′ primo cambio per l’Inter: fuori Kondogbia, dentro Nagatomo. Il giapponese si piazza sul centro-destra nella nuova difesa a tre dell’Inter: nel 3-4-2 D’Ambrosio è il centrale, Juan Jesus va sul centro-sinistra e Melo torna in mezzo al campo, mentre sulle fasce trovano spazio Palacio e Telles. Al 72′ secondo cambio per Mancini: fuori Carrizo, dentro Radu. E’ il debutto per il portiere classe ’97 della Primavera. Il Sassuolo gestisce la partita grazie al doppio vantaggio, oltre a quello numerico. Inter praticamente abbandonata al proprio destino. All’81’ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Palacio, dentro Della Giovanna. Il capitano della Primavera si piazza sul centro-sinistra della difesa a tre, in mezzo va Juan Jesus e a destra D’Ambrosio, che permette a Nagatomo di alzarsi. Il tempo scorre e non succede nulla: il Sassuolo addormenta la partita con un possesso palla sterile, l’Inter non reagisce e si adegua. La partita termina 3-1: sconfitta senza appello, Inter da zero in pagella.
IL PROTAGONISTA – Doveva essere la partita che avrebbe permesso ai giovani talenti nati e/o cresciuti nel Settore Giovanile dell’Inter di fare il proprio debutto in maglia nerazzurra, possibilmente dal primo minuto e in massa. Così non è stato, ma l’unica protagonista positiva della serata è lei: l’Inter Primavera di Stefano Vecchi. Solo due fortunati su sette – i già citati Radu e Della Giovanna -, ma una menzione va fatta anche per gli altri cinque: Gyamfi, Senna Miangue, Bonetto, Baldini e “Zé Turbo” Correia. Buona panchina ragazzi, ottimo. Futuro.
IL COMMENTO – Un partita indegna, nel vero senso della parola. Lo spettacolo è il Sassuolo, che ha meritato la vittoria e la qualificazione – si spera per loro, ma a deciderlo sarà la Juventus in finale di Tim Cup – in Europa League, che sarebbe arrivata anche in caso si sconfitta vista l’aemulatio del Milan in casa contro la Roma (3-1 ancor più netto, ndr). L’Inter di Mancini scende in campo con l’atteggiamento sbagliato, non servono tanti commenti per sottolineare la pochezza del gioco mostrato. Basta una domanda, da porre proprio a Mancini: perché non ha giocato (tutta) la Primavera dal primo minuto? Oltre ai sette giovani già citati, si possono inserire nel discorso anche Gnoukouri e Manaj, praticamente sedotti e abbandonati da Mancini. Sarebbe stata una sconfitta annunciata? Pazienza, ma almeno sarebbe stata più degna del 3-1 maturato con i titolarissimi. I ragazzi avrebbero meritato questo regalo di fine stagione, invece sono stati portati in panchina senza dar loro un seguito: un’occasione persa – per loro e per Mancini -, l’umiliazione è stata non averci puntato e creduto. Campionato finito, finalmente: la prossima stagione bisogna cambiare rotta sia a livello di gestione della rosa sia per quanto riguarda la testa e la motivazione di chi scende in campo. Testa bassa e pedalare, si dice ai ciclisti. Testa bassissima e lavorare, diciamo a questa Inter.
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