Terminata la stagione, è tempo di bilanci in casa Inter: annata soddisfacente o no? L’Inter ha vissuto un 2015/16 double face e ciò porta a dare un doppio giudizio, che in definitiva è appena positivo: è stato raggiunto solo l’obiettivo minimo, ovvero il ritorno in Europa (ma League), il che serve solo a non definire la stagione fallimentare, però c’è più di un aspetto positivo
GIRONE D’ANDATA – Premessa: l’Inter inizia la sua stagione dopo una rivoluzione estiva sul mercato che ha portato ben dieci acquisti, di cui almeno la metà titolare. Non è facile integrare tutti e farli ambientare al difficile calcio italiano, infatti il precampionato è stato di basso profilo e gli ultimi acquisti sono arrivati sul gong, togliendo la possibilità di lavorare su moduli e formazione base prima dell’inizio ufficiale della stagione. Nonostante ciò, l’Inter parte benissimo e al giro di boa è seconda a pari punti con la Juventus: 39 punti, due in meno del Napoli capolista, che sfrutta la fortunosa vittoria casalinga (2-1) proprio contro la squadra di Roberto Mancini. Buone risposte arrivano dalla migliore difesa del torneo, che in 19 partite subisce solo 12 reti, di cui ben 4 dalla Fiorentina (4-1, la sconfitta più netta). Negativo, invece, è l’apporto dell’attacco: solo 24 gol fatti, ovvero appena il doppio, frutto anche del doppio 4-0 rifilato in trasferta all’Udinese e in casa al neopromosso Frosinone. Nel girone d’andata, quindi, il bilancio è positivo: 12 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte. Difesa OK, attacco meno, mentre il centrocampo funziona bene più in fase di distruzione che in quella di costruzione. Tra i nuovi acquisti, spiccano le prestazioni della nuova coppia difensiva formata da Joao Miranda e Jeison Murillo, bene anche i “turchi” Alex Telles e Felipe Melo, mentre in avanti l’uomo in più si chiama Stevan Jovetic, ma il blackout per tutti arriva alla 17a giornata: Inter-Lazio (1-2) segna l’inizio della fine per quanto riguarda il sogno scudetto e non solo. Inizio eccellente, finale drammatico, ma il girone d’andata è positivo: l’Inter merita un 8 pieno perché riesce a fare più di quanto preventivato.
GIRONE DI RITORNO – Girata la boa avendo perso il primato a causa della sconfitta rimediata contro il Sassuolo (0-1) con gol di Domenico Berardi al 95′ su rigore, l’Inter riparte per difendersi dagli attacchi di chi sta dietro (Fiorentina) e attaccare chi è davanti (Napoli), ma si notano subito problemi tecnico-tattici, fisici, di spogliatoio e rosa. Salutato Fredy Guarin, la speranza è quella di risolvere i problemi offensivi grazie all’acquisto di Eder: fallimento totale. In difesa, oltre al ritirato Nemanja Vidic, vanno via anche Andrea Ranocchia, Martin Montoya (arrivato in estate) e Dodò, che non vengono sostituiti: sicuramente la coperta corta a disposizione di Mancini provoca più di un problema al pacchetto arretrato, che peggiore notevolmente le sue performance. A fine stagione sono addirittura 38 i gol subiti, praticamente una media di un gol a partita: considerando i 12 del girone d’andata, in quello di ritorno l’Inter subisce 26 gol. Qualche gol in più arriva, ma non dal già citato Eder (un solo gol): sono 50 alla fine, di cui 26 segnati nel girone di ritorno, proprio come quelli subiti. Numeri assolutamente negativi, come il bilancio del girone di ritorno in 19 partite: 8 vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte per un totale di 28 punti. Si calcolasse solo il ritorno, l’Inter sarebbe arrivata quinta a pari punti con il Milan, quindi i motivi per sorridere sono ben pochi. I nuovi arrivi esplosi a inizio stagione calano vistosamente, a parte l’esperto Miranda, mentre di contro avviene la ripresa di Geoffrey Kondogbia, Ivan Perisic e Jonathan Biabiany. La partita che ha cambiato in negativo l’inerzia della stagione nerazzurra è, come all’andata, contro una romana: alla 30a giornata il pareggio contro la Roma (1-1) taglia le gambe all’Inter, che subisce il gol di Radja Nainggolan nei minuti finali e perde l’occasione di accorciare ancora sulla Roma, che poi arriverà terza. Il girone di ritorno inizia male, ma finisce peggio: l’Inter merita un 4 perché sperpera tutto il vantaggio ottenuto nella prima parte di stagione, senza ricavarne beneficio.
SUFFICIENZA STRIMINZITA – Tra i nuovi acquisti all’Inter manca soprattutto Adem Ljajic, protagonista di una stagione tra alti e bassi: avrebbe potuto fare la differenza dopo la fiducia datagli da Mancini, ma non riesce a sfruttarla. Per fortuna a fine stagione Mauro Icardi riesce ad arrivare a quota 16 gol nella classifica marcatori e anche questo permette all’Inter di chiudere al quarto posto a quota 67 punti, frutto di: 20 vittorie, 7 pareggi e 11 sconfitte con 50 gol fatti e 38 subiti. La posizione ottenuta permette all’Inter di raggiungere la zona Europa League diretta, obiettivo minimo stagionale vista l’assenza annuale dalle competizioni europee, ma è grave non aver centrato il terzo posto che avrebbe permesso l’accesso ai preliminari di Champions League. Da qui tutti i dati negativi: troppe sconfitte (soprattutto contro squadre di medio-bassa classifica), troppi gol subiti (soprattutto nei minuti finali) e bruttissime figure in trasferta, dove nel girone di ritorno l’Inter totalizza solo 6 punti. Va detto, però, che qualche nota positiva c’è: ai nastri di partenza l’Inter era inferiore a Juventus, Napoli e Roma e tale distanza si verifica a fine stagione; si inizia a intravedere una base di formazione (almeno 7/11) e di modulo (4-2-3-1 di partenza); è la migliore stagione degli ultimi anni, sono addirittura 12 i punti in più rispetto alla passata stagione, quella 2014/15 caratterizzata dal cambio in panchina tra Walter Mazzarri e Mancini. Qualcosa in più, comunque, andava fatto e basti pensare alla Tim Cup: dopo aver eliminato Cagliari, Napoli e aver regalato il 3-0 di partenza alla Juventus, l’uscita ai rigori (6-5 il risultato finale) in seguito alla clamorosa rimonta nei 90′ fa ancora male. Alzare al cielo un trofeo non avrebbe fatto male, anzi. E infatti l’anno prossimo puntare alla vittoria dell’Europa League dev’essere il nuovo obiettivo minimo stagionale. In definitiva, considerando i mezzi a disposizione di Mancini e quelli dei rispettivi avversari, il rapporto tra il girone d’andata e quello di ritorno, le aspettative create e poi non mantenute… l’Inter 2015/16 si merita un 6 pieno in pagella: doveva andare meglio, ma poteva andare peggio pensando a quello che è successo dal 2011 in poi. In sintesi: non un anno da Inter, ma neanche un anno da buttare, ecco.
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