Thohir: “Inter, investo per CL, baste scuse! Mancini top, Vidic…” Nel corso della lunga intervista al “Corriere dello Sport” nel giorno del suo compleanno, Thohir affronta varie tematiche: ecco la prima parte relativa al resoconto della gestione triennale del numero uno nerazzurro, che si sofferma sulla stagione appena conclusa e su quella che verrà DUE ANNI PIENI, TANTE DIFFICOLTA’ – Non si dà un voto preciso Erick Thohir, ma analizza il tutto: «Che voto mi do come presidente in questi primi tre anni? Un bilancio preferisco farlo sui risultati delle ultime due stagioni “piene” perché sono arrivato nel novembre 2013 ed è innegabile che l’allenatore e i calciatori ci fossero già. Da gennaio 2014 abbiamo iniziato ad operare sul mercato e abbiamo preso Hernanes e D’Ambrosio, ma quelle mosse non erano frutto di una nostra strategia: sono stati innesti dell’ultimo momento per arrivare in Europa League, traguardo che abbiamo raggiunto. Nel 2014/15 invece abbiamo costruito la rosa che volevamo anche se abbiamo dovuto cambiare allenatore e il nostro leader visto che Zanetti si è ritirato. Alcuni degli elementi che pensavamo potessero essere delle guide per il gruppo, non lo sono stati. Vidic, per esempio, ha avuto problemi fisici e di questo ci dispiace molto. Siamo dovuti passare tutti, non solo i giocatori, ma anche noi dirigenti, attraverso un processo di apprendimento, e per questi motivi i risultati non sono arrivati». PRIMI MIGLIORAMENTI, CERCASI CRESCITA – «Siamo molto fieri di quello che abbiamo fatto nel 2015/16. Consideriamo questi ultimi due anni come un periodo di transizione, ma nell’ultimo campionato il numero dei punti conquistati è salito e siamo tornati in Europa League. Non è stata una stagione perfetta perché abbiamo mancato la qualificazione alla Champions League a causa dei troppi alti e bassi avuti a gennaio e febbraio, ma il calcio è questo e bisogna accettarlo. Ci riproveremo nel 2016/17, potete starne certi. In questo sport devi lottare sempre, inserire buoni giocatori per competere e rinforzare la squadra. Lo abbiamo fatto la scorsa estate e lo faremo anche nella prossima». STOP RIVOLUZIONI, ACQUISTI MIRATI – «I problemi però non si risolvono solo comprando, comprando e comprando… Un anno fa abbiamo messo sotto contratto 11 nuovi calciatori cambiando 8-9 elementi della formazione titolare, ma adesso questa cosa non si ripeterà perché l’undici base ha un suo “cuore” e una sua struttura. Magari ci saranno 2-3 innesti, ma non 7. Dal 2013/14 al 2015/16 la squadra è completamente diversa e l’unico titolare rimasto è Handanovic (Icardi nel 2013/14 non lo era complici anche i problemi fisici, ndr). Non credo che succederà la stessa cosa dal 2015/16 al 2017/18. Tutti nella società, da Mancini in poi, sanno che per costruire una formazione competitiva servono 2-3 anni. Stiamo facendo un buon lavoro». OBIETTIVO CL… E JUVENTUS – «Cos’è mancato all’Inter per arrivate terza quest’anno? I giocatori e i dirigenti devono consolidarsi negli anni e c’è bisogno di tempo per raggiungere certi risultati. La prossima stagione però non ci saranno più scuse perché il gruppo si conosce da un anno. Il leader è Mancini e noi lo aiuteremo in tutti i modi. Gap con la Juventus? Onestamente dico che la Juventus negli ultimi 6 anni è stata strutturata veramente bene, mentre l’Inter è in fase di costruzione. Lotteremo con la Juventus e nel calcio non si sa mai quello che può succedere. Di sicuro continueremo a spendere per i salari dei giocatori come gli altri top club della Serie A. Se potessimo raggiungere la Champions pagando i calciatori come le società medio-piccole sarebbe il massimo per me, ma so che non è possibile. Investiremo ancora per raggiungere i nostri obiettivi». Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/1X7gIxc