Thohir: “Servono 50 mln da 3 cessioni. Inter, segui 2 modelli” Dopo la prima parte a mo’ di resoconto gestionale, ecco la seconda parte dell’intervista di Thohir al “Corriere dello Sport”. Si parla delle delicate situazioni economiche incentrate sul Fair Play Finanziario e delle strategie di mercato (e non solo) da seguire: qualche sacrificio sarà necessario, ma ci sono anche tre incedibili BILANCIO, PLUSVALENZE E FPF – Fa chiarezza sulla situazione economica Erick Thohir, che non vuole illudere i tifosi: «Per fare il salto di qualità l’Inter deve investire sul mercato, può farlo? Tra essere in Champions League e in Europa League c’è differenza a livello economico. Se giochi in Champions, i tuoi salari possono crescere perché hai maggiori ricavi. Se invece non vi prendi parte, non puoi spendere le stesse cifre. Attualmente abbiamo un monte ingaggi di circa 80 milioni e credo che, pur con qualche aggiustamento, rimarrà questo anche nella prossima stagione. Con il Fair Play Finanziario e l’accordo che abbiamo firmato con la UEFA siamo obbligati a rispettare certi parametri. Potremmo far salire gli stipendi dei giocatori a 130 milioni, spendere per gli acquisti più di quanto incassiamo dalle cessioni e sono convinto che i tifosi sarebbero felici. Anzi, lo sarei anche io perché sono uno tifoso dell’Inter. Ma cosa succederebbe se finissimo secondi in classifica senza attenerci alle regole dell’UEFA? Ve lo dico io: non giocheremmo la Champions e neppure l’Europa League. Ecco perché è obbligatorio rispettare il Fair Play Finanziario. Non solo non dovremo far crescere il monte ingaggi, ma sarà necessario sia arrivare a un equilibrio tra acquisti e cessioni sia realizzare 50 milioni di plusvalenze nel corso del prossimo esercizio». 1 OBIETTIVO, 2 MODELLI, 3 INCEDIBILI – «Ci saranno cessioni importanti e dolorose? Nella stagione 2017/18 saremo fuori dal periodo delle sanzioni dell’UEFA, ma dovremo comunque rispettare le norme che sono valide per tutti i club. Questo non vuol dire che la prossima estate venderemo tutti. Perché dovremmo farlo? Se vendessimo tutti, nel 2016/17 non andremmo né in Europa League né in Champions League, che è il nostro obiettivo. L’Inter deve essere come minimo in Europa League, ma se Mancini riuscirà a fare qualcosa di straordinario, potremo arrivare anche in Champions. Chi avrebbe mai detto che il Siviglia sarebbe stato capace di vincere tre volte di fila l’Europa League? O che il Leicester avrebbe conquistato la Premier? Ai tifosi che mi chiedono se vogliamo arrivare in Champions dico sì, ma se andiamo in Europa League non sarà un disastro. Il problema sarebbe rimanere fuori dalle coppe europee. Ecco perché ripeto che non venderemo 6 dei nostri titolari. Al massimo 2 o 3, ma non certo 6. Perisic, Icardi e Miranda per esempio sono qui e se qualcuno verrà a chiederceli, certo non li faremo partire. Abbiamo una strategia». MERCATO DA DECIDERE, 16 “TITOLARI” – «Chi comprerà l’Inter? Dipende dal mercato. Dovremo avere almeno 16 calciatori dello stesso valore, non per forza superstar, perché saremo impegnati in campionato e in Europa League e ci sarà bisogno di una rotazione importante degli uomini. Decideremo chi arriverà in maniera collettiva: non sarò io a dire “compriamo quel giocatore” e quel giocatore arriverà. Le decisioni sono sempre state e saranno sempre collettive, dopo un confronto che coinvolgerà Mancini e tutti i dirigenti. Dobbiamo essere d’accordo, riflettere su cosa sia meglio per la squadra, non per il presidente o per l’allenatore». Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/1TQmM9c

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