Il giornalista Marco Bellinazzo, ospite di Sky Sport 24, ha riassunto gli ultimi movimenti societari dell’Inter, dando ulteriori sviluppi sulla notizia del pomeriggio relativa al possibile ingresso del Suning Commerce Group come socio di maggioranza, rilevando tutte le quote di Massimo Moratti e parte di quelle di Erick Thohir.
CHI ENTRA – «La storia di Suning Commerce Group è molto bella, perché Zhang Jindong è, con il fratello, fino agli anni Novanta il proprietario di un negozio di condizionatori a Nanchino, in pochi anni questi negozi da uno sono diventati più di millesettecento aperti non solo in Cina ma anche a Hong Kong e in Giappone, accanto a questi negozi fisici Suning ha sviluppato anche una rete di e-commerce, tant’è che Alibaba è entrato con il 20% nel gruppo Suning. Non è un gruppo estraneo al mondo del calcio: a dicembre 2015 ha acquistato la squadra di Jiangsu, la squadra che ha speso di più nel calciomercato di gennaio, quasi cento milioni, acquistando Alex Teixeira e Ramires con l’obiettivo di spodestare il Guangzhou Evergrande. Ha un fatturato da quindici miliardi di euro, un paio di finanziarie del governo italiano tanto per fare proporzioni, con enormi possibilità economiche e un piano aziendale molto preciso. I tifosi dell’Inter possono sognare ma attenzione, perché esistono dei limiti che sono quelli del fair play finanziario che vanno rispettati, nel senso che entro il 30 giugno 2016 comunque sia l’Inter deve chiudere il bilancio a -30, si parte dal -100 dello scorso bilancio, ci sono stati aumenti di ricavi e un po’ di costi ma la polpa dovrà essere recuperata da una-due cessioni importanti per fare entro fine giugno quaranta-cinquanta milioni di plusvalenze. A quel punto scatta una nuova clausola, per cui se arriva un nuovo proprietario e rispetta parte dei piani può andare dall’UEFA e fare un nuovo piano di sviluppo, dove si vedono le proiezioni di crescita che sarebbe facile dimostrare nel caso di Inter e Suning, e l’UEFA potrebbe concedere più spazio. Per esempio l’anno prossimo l’Inter dovrebbe chiudere a zero, con un altro tipo di piano invece l’Inter potrebbe fare un altro tipo di mercato sia ora sia a gennaio, con altre prospettive».
NUOVO ASSETTO – «Suning fin dall’inizio voleva la maggioranza, i cinesi vogliono comandare ed è la stessa logica che sta portando avanti gli affari col Milan. Erick Thohir non voleva cedere e si stava trattando nelle ultime settimane sulla quota del 20% con un piano per salire, mentre invece è stata la scelta di Massimo Moratti che ha sparigliato, perché Moratti poteva cedere la sua quota a Thohir entro novembre, invece non aveva la certezza che Thohir avesse la voglia di rilevare questa quota, ha conosciuto i cinesi quando sono venuti a Milano, ha capito che l’offerta è sostanziosa perché la valutazione dell’Inter comincia a salire e quindi ha deciso di uscire prima. Thohir ha preso atto della situazione e ha scelto di cedere una parte delle sue quote, al momento con Moratti ha il 70%, cederà intorno al 30% e si creerà una situazione dove uscito Moratti Suning avrà il 70%, Thohir il 30% e dovrebbe restare presidente proprio per il ruolo di traghettatore e il know-how che ha maturato negli anni sia con l’Inter sia in America. Poi è chiaro che Suning potrebbe acquisire tutto il pacchetto societario, ma Thohir vuole avere in mano ancora un pacchetto di minoranza delle azioni. Nella logica di questo affare se Moratti avesse mantenuto le sue quote Thohir avrebbe ceduto una parte delle sue quote mantenendo il 51%, in questo modo un’eventuale alleanza Suning-Moratti non avrebbe cambiato il peso, invece la scelta di Moratti di uscire ha cambiato le carte in tavola e di conseguenza con un accordo con Thohir si sta andando verso questa soluzione».
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