Moratti: “Cinesi seri, Thohir cortese. Volevo Zeman all’Inter” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1PFkoDn Riccardo Spignesi

Moratti

Lunga intervista da parte di Daniele Dallera per “Il Corriere della Sera” a Massimo Moratti, all’indomani della sua uscita di scena dall’Inter con la cessione delle sue quote nell’ambito della trattativa che ha portato all’ingresso del Suning Commerce Group. Ecco le parole dell’ormai ex presidente ed azionista nerazzurro.

FUTURO DELINEATO«Cinesi? Sono fiducioso. Dico la verità: mi hanno regalato un’impressione di serietà. Non è detto che la prima impressione sia sempre quella giusta, ma quando i nuovi proprietari dell’Inter vennero a Milano, tempo fa, facemmo un incontro a Imbersago, in campagna. Notai in Zhang Jindong concretezza, un uomo che non ha bisogno di recite, nessuna voglia di apparire. Così anche il figlio, educato, abituato ad ascoltare. La delegazione rispettosa del proprio leader. Da questo, e da altro ancora, ne ho tratto un giudizio positivo. La mia vera uscita è stata quando ho ceduto l’Inter a Erick Thohir. La tappa odierna fa parte di un cammino, di un processo, di una costruzione. Nel tempo mi sono preparato psicologicamente, quindi nessun trauma. Io in minoranza? Ammetto che ho fatto fatica, malgrado l’infinita cortesia di Erick Thohir. E in questa mia confidenza non c’entra proprio niente l’imprenditore indonesiano, disponibilissimo nei miei confronti, sensibilissimo verso di me. Le responsabilità erano di Thohir, la gestione era la sua, quindi ogni mio intervento avrebbe potuto creare imbarazzi ed equivoci».

GESTIONE FAMILIARE«Mai voluto inseguire mio padre, ma sicuramente un insegnamento l’ho assorbito: il senso del dovere. Papà interpretava benissimo questo valore: guidare una grande squadra, l’Inter, vuol dire sentirsi responsabile del sentimento di centinaia di migliaia di tifosi sparsi in tutto il mondo. Ecco, io ho sempre pensato che fosse la cosa più importante, ho creduto in questo valore e mi sono comportato di conseguenza. Il calcio italiano deve dare certezze a chi investe. La cosa peggiore che possa capitare è non avere davanti a sé una strada certa. Da noi manca qualcosa di definitivo per il futuro. I miei tre campioni? Ronaldo, Zlatan Ibrahimović e Álvaro Recoba. El Chino è quel tipo di giocatore che regala colpi pregiatissimi, inattesi, che emozionano. Poi, sono il primo a sapere che mancava assolutamente di continuità. José Mourinho è stato bravissimo, ha vinto tutto. Ma anche qui me ne faccia dire tre: Roberto Mancini è stato fondamentale per riportare l’Inter alla vittoria, ha rotto un periodo di astinenza. E Leonardo per la sua intelligenza. Chi non ho potuto prendere? Zdeněk Zeman, lo cercai al telefono, non rispose, temendo uno scherzo. La situazione poi cambiò, sa quelle cose improvvise, e il suo arrivo non poté concretizzarsi. Ma lo stimo molto, ha delle idee rivoluzionarie. Mancini va confermato? Credo proprio di sì: è stata una stagione difficile, tormentata per Mancini. Troppi problemi, troppe situazioni poco chiare. In un’Inter radicalmente cambiata a livello societario, Mancini può rappresentare un punto fermo a livello tecnico. Certo che la prossima stagione deve rappresentare una svolta anche nei risultati. Cosa devono fare i cinesi? Affidare la responsabilità dirigenziale a un uomo collaudato, di esperienza, che conosca non solo il calcio italiano, ma anche il territorio, Milano, i tifosi. Oltre non vado. Nessuno avrebbe detto che io avrei preso l’Inter da Ernesto Pellegrini nel 1995. Nemmeno mia moglie. Dei Moratti nel futuro? Perché no? Ho cinque figli innamorati dell’Inter».

facebooktwittergoogle_plusmail

Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter

Leggi la notizia completa qui: Inter-News http://ift.tt/1PFkoDn
via IFTTT http://ift.tt/1jfMvKV #inter #interclubpavia #internews