Inter-Suning, 3 punti per bypassare FPF con 150 mln: il piano Nonostante l’arrivo del gruppo Suning e della sua liquidità, in casa Inter continua a tenere banco la questione legata al Fair Play Finanziario, che la nuova proprietà vorrebbe risolvere al più presto per fare mercato fin da subito: secondo quanto riportato dalla “Gazzetta dello Sport” odierna, ecco quale sarebbe il piano dei cinesi per superare il problema che blocca le entrate importanti PROBLEMA FPF DA RISOLVERE PER L’INTER – “I proclami di grandeur di Suning per ora sbattono contro i paletti dell’accordo stipulato dalla vecchia proprietà nel maggio 2015 con l’UEFA in chiave Fair Play Finanziario. Zhang Jindong, però, non è certo uno sprovveduto. E se lunedì il nuovo azionista di maggioranza dell’Inter ha detto di «voler ricostruire la gloria del passato e lavorare per una squadra più forte e magnifica» è perché sa che ci sono i margini per agire già nella prossima sessione di mercato, quella estiva”. PROBLEMA PLATINI E PIANO SUNING – “Prima di spiegare i paletti cui è legata l’Inter e i modi per allentare alcuni vincoli, va però tenuto conto che i tempi sono ristretti e che al momento all’UEFA c’è un vuoto di potere (l’elezione del nuovo presidente, che succederà a Michel Platini, è fissata per settembre) e che quindi non sarà facile convincere i tecnici delle varie commissioni a prendersi certe responsabilità. Da Nyon, però, a oggi ammettono che un azzeramento del debito farebbe risparmiare diversi soldi in interessi passivi e che di conseguenza i minori costi migliorerebbero il quadro contabile e permetterebbero di rientrare all’interno dei parametri del Fair Play Finanziario più velocemente, concedendo maggiore respiro all’area sportiva. I cinesi, insomma, chiederanno un nuovo incontro a Nyon – già a margine del viaggio che faranno a Milano nell’ultima settimana di giugno? I tempi sono appunto stretti – in cui dovranno dimostrare in primis la discontinuità gestionale rispetto alla precedente gestione, poi di avere effettuato i pagamenti per diventare azionisti di maggioranza, di avere ricapitalizzato e di avere un nuovo piano industriale che preveda estinzione del debito e aumento dei ricavi. A quel punto sarebbe discrezione dell’UEFA accettare modifiche all’attuale accordo, che passa da tre punti chiave”. I TRE PUNTI PER FARE MERCATO – “Il primo punto è il «net profit» (utile netto) a zero per l’esercizio 2016/17, mentre per quello che chiude il 30 giugno il rosso non dovrà essere superiore ai 30 milioni (obiettivo quasi raggiunto, ma forse servirà qualche aggiustamento tramite una cessione di mercato entro il 30 del mese). Il secondo punto riguarda gli stipendi, che non potranno superare il 60% dei ricavi, che per gli standard pre-Suning significano un tetto di 120 milioni per il costo del personale, comprensivo dunque di giocatori, dirigenti e dipendenti. Il terzo punto impone il saldo zero tra acquisti e cessioni sul mercato della prossima stagione, ai fini della composizione della lista per l’Europa League (peraltro ridotta a 21 elementi, invece dei soliti 25). Questo significa che non si potrà spendere più di quanto si incassa, pena l’esclusione dalla lista UEFA dei giocatori che causano lo sforamento del saldo”. Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/24yOdXP

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