L’Inter conferma il suo impegno sociale nel lavoro sui giovani calciatori con la partecipazione al torneo Amici dei Bambini, organizzato da Ai.Bi, con i suoi Esordienti 2003. La stessa associazione ha intervistato quest’oggi Roberto Samaden, responsabile del Settore Giovanile nerazzurro. Di seguito le sue dichiarazioni
SCUOLA INTER – «Puntiamo soprattutto sulla formazione del personale adulto che segue i ragazzi in modo che sia in grado di presentarsi prima di tutto come educatore di valori. Indipendentemente da quello che sarà l’esito della carriera calcistica, per noi è importante che i nostri ragazzi vivano questa esperienza nel modo giusto, senza l’esasperazione del risultato: come una possibilità formativa e di crescita. Ragazzi adottati? Lo sport deve essere un mezzo di inclusione a tutti i livelli. Pertanto ritengo sia perfino scontato che il calcio possa facilitare l’ingresso dei ragazzi provenienti da altre culture nelle loro famiglie o nella società che li ospita. Partecipare a un’iniziativa come il torneo Amici dei Bambini, poi, è una grande occasione di crescita perché contiene, già di per sé, un messaggio positivo».
RAPPORTO ALLENATORI-GIOVANI – «Ancora una volta sono fondamentali le persone più vicine ai ragazzi: i loro allenatori, ma anche il resto dello staff, dai magazzinieri ai fisioterapisti fino ai dirigenti. L’educazione sportiva dei bambini dipende da loro: se fanno vivere male la dimensione sportiva, se esasperano il risultato non producono nulla di buono. Non affidiamo il ruolo di allenatore a una persona semplicemente perché ha giocato in serie A, ma per i suoi aspetti umani. Gli allenatori devono lasciare qualcosa nei ragazzi, devono rimanere davvero nel loro cuore».
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