Berardi, triangolo Sassuolo-Juventus-Inter: la verità sull’affare Sono ore confuse sull’asse Sassuolo-Juventus-Inter per quanto riguarda il futuro di Berardi: di proprietà del Sassuolo, in orbita Juventus, sognando reciprocamente l’Inter… alla fine la decisione spetterà davvero solo a Berardi, anche se qualcuno vuole farci credere il contrario. Facciamo chiarezza sull’affare che rischia di caratterizzare il calciomercato estivo italiano del 2016 PRODOTTO SASSUOLO – Si parte da un presupposto tanto ovvio quanto necessario: Domenico Berardi è un calciatore di proprietà del Sassuolo. Solo del Sassuolo. Acquistato nel 2010 dalle giovanili del Cosenza, da sei anni Berardi veste la maglia neroverde con cui sta dimostrando, stagione dopo stagione, di essere il tipico talento genio e sregolatezza a cui perdonare tutto in attesa della definitiva consacrazione e maturazione: il talento è tanto, probabilmente unico nel calcio italiano Under 21 di oggi. Il 21enne Berardi, anche grazie al metodo “bastone e carota” firmato Eusebio Di Francesco, resterebbe volentieri a Sassuolo per un’altra stagione, completando il suo percorso: dalle giovanili all’Europa (League) indossando la maglia neroverde da leader assoluto, almeno per quanto riguarda le statistiche realizzative. Decidesse di rimanere al Sassuolo, dunque, non ci sarebbe di che scandalizzarsi: si sente a casa sua, gioca titolare e tutto l’ambiente circostante (dirigenza, staff, squadra e tifosi) lo tratta come alla sua età Raul veniva trattato a Madrid, sponda Real. OPZIONE JUVENTUS – Dettaglio importante, anzi importantissimo, ma non assoluto né fondamentale: la Juventus ha fiutato prima di tutti, almeno in termini economici, il talento di Berardi, pertanto nel giro di pochi anni lo ha acquistato, prestato, ceduto, opzionato, contro-opzionato e chissà quante altre metodiche ha messo in preventivo pur di portare in bianconero il classe ’94 calabrese. Tutto giusto, tutto limpido: si tratta di un investimento in ottica futura, qualora un futuro si potesse realizzare con Berardi a Torino. Questa azione di mercato negli ultimi anni è molto usata dalla Juventus in campo nazionale, dal momento che sta acquistando-bloccando-parcheggiando i migliori talenti italiani, senza portarli subito a Torino. Ma proprio qui rischia di crollare il castello di sabbia bianconero: dopo aver atteso che il talento di Berardi sbocciasse in provincia, la Juventus ha deciso finalmente di portarlo a Torino investendo i 25 milioni di euro pattuiti con il Sassuolo, ricevendo però un secco no dall’attaccante neroverde. Nessun dramma: se Berardi non vuole andare a Torino a fare la riserva come il suo amico ed ex compagno di reparto Simone Zaza, nessuno può obbligargli tale trasferimento alla corte di Massimiliano Allegri. Quello di Berardi potrebbe essere l’ennesimo “arrivederci” alla Juventus, a meno che non si presentasse un’altra opzione, magari una corsia davvero preferenziale per i gusti del calciatore e per la sua carriera professionistica. SOGNO INTER – Inaspettatamente, infatti, quella corsia si inserisce lungo il percorso tracciato da Sassuolo e Juventus per la carriera di Berardi: arriva l’Inter, che pareggia l’offerta della Juventus (dunque soddisfa la richiesta economica del Sassuolo, unico e solo proprietario del cartellino) e offre un ricco contratto a Berardi (che ha piena facoltà di scegliere per chi firmare sia dal lato economico sia soprattutto dal punto di vista del progetto tecnico). La situazione è più chiara che mai: il gruppo Suning vuole portare Berardi all’Inter; Berardi ha già rifiutato la Juventus, preferendo una maglia da titolare a una panchina annunciata; e il Sassuolo, per privarsi di Berardi, aspetta sempre i canonici 25 milioni, bonus più bonus meno. Tutto fatto: arriva l’annuncio? No, perché giustamente la Juventus viene interpellata – moralmente ci sta -, anche se non può fare nulla: il futuro di Berardi può deciderlo solo il giocatore stesso insieme al Sassuolo, che non può imporre al proprio tesserato di accettare una destinazione piuttosto che un altra sulla base di un’offerta uguale se non addirittura inferiore da parte della società “amica” Juventus. Se Berardi vuole l’Inter a tutti i costi, il suo destino dovrà essere uguale a quello di Dejan Stankovic nel gennaio 2004: rifiutata la Juventus “amica” della Lazio, si impunta e firma con l’Inter, che presto sarebbe diventata di Roberto Mancini. No, non è un esempio a caso né un dettaglio da sottovalutare. DECISIONE BERARDI – E si arriva all’unico protagonista della trattativa in questione: come già detto, Berardi è faber suae quisque fortunae, ovvero l’unico artefice della propria sorte. Il dettaglio interessante, che in questo caso non può essere solo una curiosità, è che Berardi è veramente interista dalla nascita. Non “interista da bambino” come il furbo Zlatan Ibrahimovic, che apprezzava le gesta del Ronaldo nerazzurro, bensì un giovane calciatore-tifoso cresciuto nel mito dell’Inter di Massimo Moratti, quella che ha permesso al nerazzurro Berardi di festeggiare (da tifoso) la vittoria di tutto in campo nazionale e internazionale. Non è questo il motivo che porterà Berardi ad accettare l’Inter, anzi, se il progetto tecnico ed economico della Juventus avesse tenuto conto di Berardi come stella centrale probabilmente i colori nerazzurri nei suoi occhi oggi sarebbero più sbiaditi, ma la possibilità di vestire la maglia della squadra del suo cuore e di farlo fin da subito da titolare non può che essere un motivo in più per spingere in direzione Inter. In definitiva, il discorso si racchiude in questo concetto: se Berardi vuole andare all’Inter, dovrà andare all’Inter. A prescindere dalla volontà della Juventus, che sfrutta il Sassuolo a mo’ di burattino, muovendone i fili per non permettere a Berardi di rinforzare l’acerrima nemica calcistica. Il diritto di prelazione (morale) cade nel momento in cui si entra nella legalità o meglio nell’illegalità: trattenere Berardi in un parcheggio forzato a Sassuolo impedendogli di raggiungere l’Inter è paragonabile al mobbing, che pensando ad alcune vicende del passato bianconero riporta alla mente alcune pratiche di “mogging”… Nei prossimi giorni Berardi farà la scelta (migliore) per la sua carriera: un altro anno a Sassuolo, la Juventus nel 2017 o subito la “sua” Inter. In ogni caso, sceglie solo Berardi: non il Sassuolo, non la Juventus, non l’Inter. Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/28R5rwi