Berardi, che vita: Inter, Balotelli, Juve e quei rifiuti già a 12 anni Il protagonista del momento non può che essere Berardi, al centro di un duello di mercato addirittura a tre. Sulla “Gazzetta dello Sport” odierna viene riassunta qualche tappa della vita del talento calabrese, che a soli 21 anni ne ha già combinate di tutte i colori: il doppio rifiuto alla Juventus è già storia, il sogno Inter chissà se verrà coronato a breve L’ARDUA DECISIONE – “Domenico Berardi vive in una minoranza. In campo non è come gli altri: vede tagli che un normale esterno non identifica e usa il sinistro come un predestinato. Fuori, uguale: in un mondo di calciatori che sognano la Juventus, Domenico continua a indirizzare in altro modo la sua vita. Prima di attaccarlo, di pensare che sia solo un’occasione persa, meglio pensarci. Il coraggio è una virtù sottovalutata e non è sempre semplice riconoscerlo. Tra un mese sapremo se Berardi giocherà con la Juventus, il Sassuolo o l’Inter, ma è possibile che non basteranno dieci anni per capire quale sarebbe stata la scelta giusta. Di sicuro, la decisione è coraggiosa e in qualche modo in linea con il personaggio”. IL PRIMO RIFIUTO – “Berardi rifiutò la Juventus anche a 12 anni e Riccardo Voltarelli, nello staff tecnico del Castello, dice che Domenico non è mai cambiato: «Com’era ai tempi, così è adesso: deciso. Quando prende una decisione, quella resta. Non lo smonti facilmente, quasi sempre bisogna accontentarlo». Sugli anni calabresi si raccontano storie interessanti. Gli allenamenti in cui cominciava a palleggiare e si fermava solo dopo tre o quattro giri di campo. Il giorno in cui ruppe una traversa calciando fortissimo. Quella volta in cui fu mandato a casa, più o meno fuori rosa, perché non voleva allenarsi. Tornò dopo dieci minuti chiedendo scusa. Torna anche Voltarelli: «Domenico sembra scorbutico, ma non lo è: è un buono. Certo, ha sempre avuto quelle reazioni istantanee, fulminee che gli hanno portato qualche espulsione»“. L’ESEMPIO BALOTELLI – “Chi lo conosce dice che la chiave per capire il rifiuto alla Juventus è un’allergia ai cambiamenti. Domenico non si immagina in una realtà nuova, con un allenatore diverso, un metodo di lavoro inedito. E’ stato così anche con la Nazionale. Berardi non ha risposto a una convocazione e ha preso qualche mese di squalifica dalla FIGC. E’ entrato nel gruppo dell’Under 21 e si è abituato gradualmente. Ci è voluto un po’, ma ora Luigi Di Biagio è un riferimento importante e Domenico, a inizio giugno contro la Francia, ha fatto addirittura il capitano. Domenico Berardi non è Mario Balotelli, che gira a vuoto da anni, gli serve solo un po’ di tempo”. MAL DI PANCHINA – “L’Inter è un discorso a parte. Domenico è interista da sempre ma qui, più che il cuore, conta la testa. Roberto Mancini usa gli esterni d’attacco e potrebbe garantirgli ampio minutaggio. Se l’Inter spenderà 25 milioni per il numero 25, ragionevolmente lo considererà un titolare. Alla Juventus invece va diversamente: Massimiliano Allegri nell’ultima stagione ha giocato con il 3­-5-­2 e la concorrenza in attacco sarebbe di livello altissimo. Domenico da ragazzo, quando l’allenatore si girava, correva a prendere il pallone: giocare gli è sempre piaciuto. Non ha mai fatto panchina ed è probabile che non voglia cominciare ora”. L’ANNO CHE VERRA’ – “Il Sassuolo tutto questo lo sa già perché Eusebio Di Francesco, per Domenico, è quasi un papà. Piuttosto, interessa capire con che testa Berardi tornerebbe in neroverde dopo una stagione deludente. Domenico in pubblico parla poco, ma in spogliatoio fa gruppo, scherza con i compagni, si fa voler bene. Non è il tipo che può cominciare una stagione da scontento. Per questo, nel groviglio di fine giugno ci sono delle certezze. La prima: alla fine sapremo qualcosa di più sui rapporti tra Juventus e Sassuolo. La seconda: il prossimo anno sarà il più importante della vita di Domenico Berardi”. Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/28LAzwI

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