Murillo: “Miranda maestro! Mancini ha ragione e l’Inter…” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/28OGu41 Andrea Turano

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Jeison Murillo – appena eliminato con la Colombia dalla Copa America Centenario sotto i colpi del Cile di Medel -, intervistato dai microfoni di “Inter Channel” per “Season Review”, ripercorre la sua prima stagione in maglia nerazzurra, sottolineando momenti positivi e non

SOGNO ITALIANO – L’arrivo in nerazzurro è la prima immagine di Jeison Murillo: «L’estate scorsa ho rinunciato alle vacanze perché avevo voglia di entrare a far parte di questo club e di aggregarmi il prima possibile alla squadra. Il lavoro quotidiano è importante per essere in condizione e tutto questo ti regala anche la confidenza con il campo. Ho sempre conosciuto il calcio italiano, tatticamente il mio ruolo è delicato, venire a giocare in Italia per me era una bella sfida, ma dare il massimo è il mio lavoro. La prima partita, ha un grande significato. Debuttare con l’Inter era un sogno, giocare e vincere a San Siro erano sensazioni che desideravo provare e non si possono spiegare».

CON MIRANDA E MANCINI – «Essere tra i più utilizzati dal primo minuto è motivo di orgoglio, significa che stai facendo bene. Ma tutti siamo importanti: abbiamo un obiettivo comune e bisogna raggiungerlo come squadra. Il mio compito è di aiutare la squadra. Giocare al fianco di Joao Miranda è stato importante, ho imparato moltissimo da lui. Dagli errori si impara, si tratta di migliorare sempre. Mister Roberto Mancini ha ragione quando dice che qualche volta ho sbagliato, ma da quello si riparte per imparare. In partita c’è molta azione, adrenalina, le giocate e i contatti sono molto rapidi».

DIFESA MIGLIOR ATTACCO – «Io miglior giovane per i tifosi dell’Inter? Sono contento e li ringrazio, per me è vitale per credere ancora di più in me stesso. Ogni giorno, come ho detto, posso migliorare. Il compito principale per un giocatore del mio ruolo è impedire agli avversari di segnare, più che di fare gol, se poi arriva il gol meglio ancora. Ma il primo compito è evitarli. Nella prima parte della stagione abbiamo subito pochissimi gol, anche se vincevamo spesso magari 1-0. Nella seconda parte abbiamo avuto anche un po’ di sfortuna: la palla non entra, al primo tiro subisci gol, se va tutto male è facile abbattersi. E’ il calcio, si tratta di saperci fare i conti, prendere il meglio che viene e migliorarsi».

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