
Xherdan Shaqiri – ex ala svizzera dell’Inter, ora in forza allo Stoke City -, intervistato dai microfoni della “Gazzetta dello Sport” in occasione degli Europei francesi, ripercorre la sua esperienza nerazzurra durata solo sei mesi e interrotta bruscamente. Un pensiero per Nagatomo, Mancini e Kovacic
(TIFOSI) INTER NEL CUORE – Non porta assolutamente rancore Xherdan Shaqiri, che sembra aprire addirittura a un clamoroso ritorno in ottica futura: «Io adoro l’Italia, ci tornerei: Milano, bella vita, il calcio. Magari in futuro tornerò a giocare da voi. Ma non ora, non ora. Che ricordo mi porto dentro dell’Inter? I fantastici tifosi. Indimenticabile come mi accolsero all’aeroporto, come mi sostenevano durante le partite allo stadio. Li ho adorati, sono stati davvero fantastici. Se sento qualche ex compagno? No, nessuno. Ma ricordo con grande simpatia Yuto Nagatomo».
DA MANCINI A KOVACIC – «Mi creda: non ho mai avuto alcun problema con Roberto Mancini. Mai. Però è chiaro che non potevo stare a guardare le partite. All’inizio giocavo, poi sono finito in panchina. Ho sempre rispettato le sue scelte, ma spesso le cambiava, un po’ troppo. Ha detto che io e Mateo Kovacic ce ne siamo dovuti andare per colpa del Fair Play Finanziario, giusto? E cosa posso aggiungere. Resta il fatto che sono fiero del mio percorso professionale: Basilea, Bayern Monaco, Inter, Stoke City… Lì gioco ogni settimana, non ce la facevo a stare a guardare troppo… Pensi a Kovacic: per carità, è andato al Real Madrid e ha vinto la Champions League, ma lui ha bisogno di una squadra più piccola: deve andare in campo ogni settimana, deve giocare e non finire in panchina».
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