Dietro il malessere di Mancini dopo l’ingresso del gruppo Suning in società potrebbe esserci Tevez… o meglio, il suo agente Joorabchian, ancora scottato per il trattamento di Mancini nei confronti del suo assistito: è questa l’ipotesi – piuttosto assurda e di difficile interpretazione – lanciata dal “Corriere dello Sport” oggi in edicola
TEVEZ “COLPEVOLE” – “Gli incroci ad alta tensione nel mondo del calcio possono rimanere sopiti qualche anno, ma alla fine spesso tornano a galla. Ne sanno qualcosa Roberto Mancini e Kia Joorabchian, rispettivamente tecnico dell’Inter e uomo di fiducia sul mercato del Suning, nuovo azionista di maggioranza nerazzurro. I due hanno avuto storie tese a Manchester tra il 2011 e il 2012, quando il primo guidava il City e il secondo era (lo è ancora) l’agente di Carlos Tevez, arrivato allo scontro con il Mancio e messo fuori squadra. Evidentemente non c’è stato un chiarimento e la frase pronunciata a ‘Sky Sport’ dall’allenatore di Jesi dopo l’amichevole contro il CSKA Sofia («Qual è la figura di riferimento per il mercato? Non lo so, c’è chi deciderà le mosse da fare») non era certo una stilettata al DS Piero Ausilio e al CFA Giovanni Gardini, ai quali è legato da amicizia e stima professionale (al di là delle visioni differenti su questo o quel calciatore che possono avere), ma un’amara constatazione sul ruolo di… consigliere che il potente agente iraniano ha da tempo con il gruppo cinese. Lui, invece, nonostante sia il tecnico, ‘subisce’ le scelte”.
IL FATTACCIO INGLESE – “Tevez e Mancini avevano già litigato nell’ottobre 2010 quando l’argentino nel corso dell’intervallo del match contro il Newcastle aveva messo le mani addosso al suo manager, ma l’episodio che poi ha portato alla rottura con Joorabchian è arrivato a fine settembre 2011 quando Carlitos si rifiutò di entrare in campo contro il Bayern Monaco e il Mancio pretese che fosse messo fuori squadra. Seguirono 5 mesi di esilio per l’ex juventino, volato in Patria prima di tornare a Manchester e contribuire (dopo l’armistizio siglato) alla vittoria della Premier League in quella stagione. «Tevez non ha mai avuto un buon rapporto con Mancini – tuonò Joorabchian – e dopo l’episodio di Monaco (Carlos fu sospeso per due settimane e poi in teoria doveva essere reintegrato) l’allenatore ha creato una situazione impossibile. Rinunciare a giocatori come Adebayor, Tevez e Bellamy è difficile da capire». Mancini non prese bene quelle parole e l’attrito tra i due è rimasto”.
JOAO MARIO SFUMATO – “Adesso il Mancio ha capito che, se Ausilio e Gardini stanno portando avanti tra molte difficoltà il mercato nerazzurro rispettando i parametri del Fair Play Finanziario in attesa che dal Suning arrivi un’impennata dei ricavi del club, Joorabchian si è finora dedicato a una grande operazione che il potente gruppo cinese avrebbe concluso per l’Inter grazie al Jiangsu. Quell’operazione era/è Joao Mario. La chiusura di ieri del mercato cinese ha fatto sfumare l’affare, ma Kia, l’uomo che ha portato a Nanchino a gennaio (tra gli altri) Alex Teixeira e Ramires, rimane uomo di fiducia dei manager della famiglia Zhang. Non lavora per l’Inter, ma può influenzare le scelte dei cinesi. E se i nuovi proprietari chiederanno a lui un parere sul rinnovo del contratto del tecnico, il Mancio sa già quale sarebbe la risposta”.
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