Cordoba: “Inter, vorrei tornare. Triplete ricordo più bello” Intervistato in esclusiva dalla “Gazzetta dello Sport”, l’ex nerazzurro Ivan Ramiro Cordoba ha parlato di come voglia tornare a contribuire al bene dell’Inter. Durante l’intervista l’ex difensore ha anche ricordato i migliori allenatori avuti e i momenti più belli della sua carriera VOGLIA DI TORNARE – «Mi piacerebbe molto poter contribuire al bene della mia squadra del cuore. Con l’ingresso di Suning, ora c’è un inevitabile momento di transizione. Vorranno capire più a fondo le varie problematiche. Io sono a disposizione. Se succedesse, sarebbe bello. L’arrivo dei cinesi sarà positivo se faranno come Moratti e investiranno per costruire una squadra più competitiva. Presto si capiranno le loro vere intenzioni». MOMENTO PARTICOLARE – «L’Inter negli ultimi anni sta facendo fatica perché è stato ed è tuttora un momento particolare per la società. L’acquisto di Thohir, ora la vendita ai cinesi. E’ inevitabile che questo senso di instabilità si sia ripercosso anche a livello sportivo: difficile non avvertirlo pure nello spogliatoio». MANCINI – «Il mister vuole che le sue squadre giochino quasi a memoria. E nella passata stagione, come si è visto, non c’è mai stata una formazione tipo. Conoscendo Mancini è difficile spiegarselo, perché la sua forza è sempre stata quella di trovare un nucleo di 11-14 giocatori su cui puntare. Evidentemente alcuni di questi elementi non sono stati in grado di dare le risposte che lui si aspettava». EX ALLENATORI – «Ho imparato tantissimo da Cuper, Mancini, Mourinho e Leonardo. Mourinho è il più bravo perché ha un metodo che nessuno riesce a duplicare. Tutti possono usare le sue idee tattiche, ma non gestire il gruppo come fa lui. Nel gioco e fuori dal campo. Tutti i suoi allenamenti sono con il pallone, la cosa che piace di più a noi calciatori. E poi ti dà sempre una possibilità, ma ti devi fare trovare pronto. Spesso te ne concede una seconda, insomma, non è uno che ti accantona o ti taglia. Avevamo un ottimo rapporto, di quelli franchi fra uomini veri. Abbiamo anche litigato, ma sapeva che certe mie critiche erano giuste e finiva per apprezzarle». MOMENTI PIU’ BELLI – «I momenti che più ricordo della mia carriera solo il Triplete e il gol decisivo nella finale della Copa America 2001. Ma fra le emozioni più forti c’è il primo trionfo con le giovanili del Rio Negro, la mia squadra da ragazzino. Avevo 15 anni e non sapevo che cosa significasse vincere. E quando lo capisci non vorresti fermarti più. Non mi sono fermato. Era l’unica cosa che avevo in testa. Mi allenavo più ore di tutti: è così che ho superato compagni magari più dotati di me». Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/2a7QrLu

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