Prima vittoria stagionale per l’Inter 2016/17, che proprio sul gong riesce a battere il Real Salt Lake. Decisivo il bellissimo gol di Jovetic al 92′: termina 2-1 il match sfruttato da Mancini per provare diverse varianti di gioco. Ecco alcune considerazioni tecnico-tattiche dopo i 90′
MODULO E FORMAZIONE – Confermato da Mancini l’assetto tattico già utilizzato nella precedente uscita, ovvero il 4-4-2 lineare. Grande novità la scelta dell’asse sinistro composto dai due nuovi acquisti, Ansaldi in difesa ed Erkin a centrocampo. Ecco l’undici iniziale: Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Ranocchia, Ansaldi; Biabiany, Melo, Kondogbia, Erkin; Palacio, Icardi.
DIFESA – Il gol subìto in seguito alla carambola creatasi da calcio d’angolo è un campanello d’allarme perché si tratta della solita distrazione pagata a caro prezzo, per il resto pochi problemi: Handanovic chiamato in causa una volta, si comporta bene; la coppia centrale formata da Miranda e Ranocchia fa praticamente da spettatrice per tutto il tempo; bene D’Ambrosio sulla destra sia per il gol del pareggio sia per un paio di chiusure importanti, mentre Ansaldi sulla sinistra fa già intravedere gamba e doppia fase di gioco, attaccando e difendendo con buoni spunti.
CENTROCAMPO – Nella mediana spiccano entrambi i giocatori scelti da Mancini: Melo si fa notare andando al tiro con insistenza oltre a dare quantità in mezzo al campo, Kondogbia fa qualche giocata in più condita anche da lanci interessanti a tagliare il campo; largo a sinistra trova spazio Erkin, che inizia a trovare la condizione e, dopo qualche sventagliata di buona fattura, patisce le offensive avversarie, pasticciando un po’ in un ruolo chiaramente non suo.
ATTACCO – In avanti si vedono poche cose: Biabiany già dal 1′ “rischia” di fare la differenza grazie alla propria velocità partendo largo a destra, ma pecca nel dosaggio dell’ultimo passaggio; al centro non benissimo Icardi, che fa poco movimento e appare molto appesantito, molto meglio Palacio nell’allargarsi spesso sulla sinistra anche per servire i compagni di reparto.
SECONDO TEMPO – Nella ripresa Mancini effettua quattro cambi, confermando il modulo iniziale: Handanovic; Ansaldi, Ranocchia, D’Ambrosio, Nagatomo; Zonta, Melo, Kondogbia, Bessa; Jovetic, Palacio. Tra il 58′ e l’82’ Mancini sfrutta tutti i cambi di movimento a disposizione, terminando la gara con la seguente formazione: Carrizo; D’Ambrosio, Ranocchia, Della Giovanna, Miangue; Bakayoko, Zonta, Bessa, Nagatomo; Jovetic, Pinamonti. Nella ripresa l’Inter attacca e si rende pericolosa con maggiore insistenza: si fa notare senza dubbio Jovetic, che prima colpisce un palo e poi segna il gol decisivo. Qualche buono spunto anche da parte di Bessa e Nagatomo, positiva anche la prova di Zonta, che agisce in più ruoli per riequilibrare il centrocampo dopo ogni sostituzione. Per il resto tutti gli altri non entrano molto nel vivo dell’azione, anche se va detto che il RSL riesce ad andare al tiro con troppa facilità.
CONSIDERAZIONI – Dopo i primi 180′ di Riscone di Brunico, finalmente le gambe iniziano a girare, anche se si è ancora all’inizio e a livello tecnico-tattico i risultati sono tutt’altro che ottimali. Mancini insiste con il 4-4-2 lineare non avendo a disposizione le ali per il 4-2-3-1 (Perisic è ancora in vacanza, sul mercato l’ala destra per il momento latita), anche per questo l’Inter non mostra grande attitudine offensiva: se Erkin – preso per fare il terzino – viene utilizzato a centrocampo, qualcosa vorrà pur dire. Di dubbio gusto la scelta di utilizzare in posizione più avanzata il classe ’88 turco, così come aver visto Ansaldi giostrare prima a sinistra e poi a destra: l’idea sarebbe quella di impostare la nuova difesa a quattro su entrambi, ma a quanto pare Mancini si fida più di D’Ambrosio (a destra) e la fascia sinistra rimane una lotteria. Centrocampo incommentabile viste le riserve in azione, qualche perplessità sull’attacco: è ancora Palacio quello più utile alla manovra, in attesa che Jovetic trovi condizione e continuità. E Icardi? Al momento è un oggetto misterioso, chissà che non decide presto di rientrare negli schemi nerazzurri… In definitiva: Inter in crescita in alcuni singoli, ma la formazione titolare manca di oltre la metà degli elementi, quindi ogni giudizio è rimandato al termine della tournée americana, che dalla prossima partita si farà molto ardua per i ragazzi di Mancini.
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