Inter-Estudiantes: segnali di idee, Nagatomo fa il Candreva L’Inter non riesce a trovare la vittoria nell’amichevole contro l’Estudiantes, ma finalmente trova un’idea di gioco che può iniziare a essere considerata accettabile dopo le prime uscite sottotono: termina 1-1 con gol di Nagatomo a inizio gara, pagato l’ennesimo black out difensivo. Ecco alcune considerazioni tecnico-tattiche dopo i 90′ MODULO E FORMAZIONE – Ormai Mancini ha deciso di puntare fortemente sul 4-4-2 lineare, ma l’atteggiamento degli elementi offensivi nei movimenti è praticamente quello da 4-2-3-1. Ancora fuori Icardi, che alimenta i dubbi sulla sua permanenza, e Ansaldi, quindi viene confermata l’Inter già vista contro il Paris Saint-Germain. Ecco l’undici iniziale: Handanovic; D’Ambrosio, Ranocchia, Miranda, Erkin; Nagatomo, Melo, Kondogbia, Biabiany; Palacio, Jovetic. DIFESA – Dietro non si soffre troppo, ma è assurdo constatare che, al primo pallone ben messo in area di rigore, le marcature saltino e il gol venga praticamente regalato agli avversari: Handanovic è attento l’unica volta che viene chiamato in causa prima del gol dell’1-1, dove rimane fermo a osservare Desabato, che può colpire di testa senza marcatura; la coppia centrale formata da Ranocchia e Miranda non ha molto lavoro, ma il fatto che il primo non dia sicurezza e il secondo sia ancora in ritardo di condizione si sottolinea di partita in partita; sulla fascia destra D’Ambrosio si dimostra attento in chiusura e poco propositivo in avanti, invece Erkin a sinistra spinge di più e gioca moltissimi palloni, oltre a rubarne un paio di pericolosi nella sua zona di campo, pur andando in difficoltà in altrettante occasioni. CENTROCAMPO – Rispetto alle precedenti uscite, in mezzo al campo si nota un cambio legato all’atteggiamento dei singoli: Melo, da buon brasiliano, sente molto la partita contro gli argentini e fin da subito si fa notare per i soliti palloni sradicati dai piedi avversari e per alcune ripartenze a grandi falcate, oltre a garantire ordine e a far giocate semplici, invece Kondogbia appare sottotono dopo un inizio di pre-campionato propositivo, probabilmente i carichi di lavoro iniziano a farsi sentire solo ora, mostrandosi poco lucido in alcune giocate e ripetitivo in altre, seppur da non condannare a eccezione dell’incomprensione avuta con Handanovic su un retropassaggio alto, che per poco non si conclude con un tragicomico pasticcio difensivo; la novità tattica del giorno è legata alla posizione di Nagatomo, che parte largo a destra, dove si impossessa completamente della fascia e attacca come un forsennato segnando il gol dell’1-0 e sprecando il possibile raddoppio in più occasioni. ATTACCO – L’assenza di Icardi non si fa sentire quando la coppia offensiva gioca con intelligenza e qualità, invece è Perisic il giocatore di cui si sente la mancanza: Biabiany tanto veloce quanto impreciso nei tocchi, se riuscisse a far combaciare atletismo e tecnica sarebbe titolare inamovibile in qualsiasi club d’élite, purtroppo l’Inter deve constatare che corre come un centometrista e tratta la palla… come un centometrista; Palacio gioca a tutto campo e dà zero punti di riferimento alla difesa avversaria – trova anche una traversa fortunosa che avrebbe meritato la rete per tempismo sotto porta -, oltre ad aiutare la propria retroguardia nelle fasi di gioco più disordinate, invece Jovetic gioca sia da 9 che da 10, mostrando classe e voglia di fare, anche se non perde il vizio di fare un tocco di troppo e sprecare l’occasione per battere subito a rete, oppure quello di calciare di potenza senza affinare la mira. SECONDO TEMPO – Nella ripresa Mancini effettua nel complesso sei cambi tra il 46′ e l’81’, terminando la gara con la seguente formazione: Carrizo; D’Ambrosio, Ranocchia, Della Giovanna, Miangue; Zonta, Santon; Nagatomo, Bessa, Bakayoko; Pinamonti. Succede ben poco, la partita cala d’intensità e interesse: Carrizo mantiene la sua porta inviolata; Della Giovanna e Miangue si limitano al compitino difensivo; Zonta fa molto movimento per ricevere palla in mezzo al campo, mentre stupisce la posizione di Santon (dalla mediana si sposta con facilità verso la trequarti e sulle fasce, difesa compresa); Bessa arretra di tanto il proprio baricentro per entrare nel vivo del gioco, mentre Bakayoko imita Biabiany in tutto e per tutto con le sue sgroppate sulla sinistra; Pinamonti non ha occasioni per rendersi pericoloso. Tra quelli rimasti in campo, da sottolineare che Nagatomo anche al 90′ ha fiato e gambe per andare in porta dopo una corsa palla al piede iniziata a metà campo. CONSIDERAZIONI – Era ora! L’Inter finalmente mette in mostra le proprie qualità, pur limitandosi a un tempo di gioco. Anzi, a meno di un tempo, perché il black out difensivo al 43′ è indigesto come tutti quelli della passata stagione. Dopo le prime uscite in cui non si è visto nulla a livello di gioco e idee, l’Inter inizia a mostrare qualcosa. Innanzitutto gioca molto in velocità e si nota una condizione atletica superiore rispetto alle amichevoli precedenti: gambe più leggere, movimenti non più macchinosi. Questo concetto si può intravedere fin da subito nell’azione che porta al gol di Nagatomo al 5′: grande azione iniziata da Jovetic con un filtrante da metà campo, rifinita da Palacio con una palla sul secondo palo lisciata da Melo e insaccata in rete da Nagatomo, bravo nel taglio. Il canovaccio si ripete anche nell’azione successiva – ma il giapponese finisce in fuorigioco (e manda a lato) -, e superata la metà del primo tempo, questa volta con Biabiany oltre la linea dei difensori prima di servire il solito Nagatomo, che va in gol a gioco fermo. Gioco, velocità, inserimenti senza palla, tagli, assist, gol: parole che, tutte insieme, non si leggevano da un po’ sul menù dell’Inter. Per un attacco che continua a lavorare senza Icardi e soprattutto Perisic, c’è una difesa che finalmente vede Erkin nel suo ruolo (terzino sinistro), il che è già positivo in ottica futura. Al contrario, il funambolico Nagatomo – senza dubbi il migliore in campo – è “costretto” a giocare largo a destra tra centrocampo e attacco, praticamente il ruolo che Mancini ha cucito su misura per Candreva: il giapponese brilla e segna, meglio che Candreva lo sappia… Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/2afHKvI

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