Biasin: “Difficile ragionare sull’Inter. Ansaldi ha il morbo Greško” Fabrizio Biasin, attraverso il suo editoriale per “TuttoMercatoWeb”, ha espresso alcuni concetti relativi al derby di domenica sera, che ha visto l’Inter ripetere alcuni difetti già visti sotto la guida di Frank de Boer. Alcuni singoli non starebbero rendendo come da aspettative. CAMBIANO GLI ALLENATORI, NON I PROBLEMI – “L’Inter ha scelto di non avere tempo. O almeno così pare a me. Stefano Pioli a bocce ferme prende parola e dice cose assolutamente condivisibili: «Sono contento, la squadra c’è…». Ha ragione da vendere. Il problema non è lui, arrivato da pochi giorni, semmai il fatto che anche lui dopo Frank de Boer, ha bisogno di tempo. Colpa di una situazione che si è incancrenita la scorsa estate, colpa di una stagione partita per tutti a luglio, ma per l’Inter solo a fine agosto. Per questo diventa difficile ragionare su una squadra che ha grosso potenziale, ma deve tutte le volte adattarsi a chi la gestisce (e viceversa). Domenica, a fine primo tempo, i twittatori seriali come il sottoscritto cercavano appigli per criticare questo e quell’altro. Ebbene, non ce n’erano. L’Inter ha disputato un buon primo tempo, è inciampata nei vecchi difetti, infine è fisicamente calata nel secondo tempo come è capitato più volte in questo 2016. Sarà la preparazione, sarà quel che volete, il dato di fatto è che a quasi metà del guado si è perso molto terreno e ancora non si capisce di chi sia la colpa principale (della società? Probabile)”. RENDIMENTI DA MIGLIORARE – “Poi, certo, tocca parlare dei singoli. Cristian Ansaldi ha contratto il morbo Vratislav Greško che colpisce tutti i terzini che prima erano bravi ma all’Inter invece no. Questa brutta malattia ha colpito praticamente tutti gli esterni post Roberto Carlos, eccezion fatta per Maicon (Santo Subito) e per Jonathan, le cui prestazioni non sono giudicabili in quanto Divino. Geoffrey Kondogbia, invece, è un atto di coraggio di Pioli nell’ottica dell’avere bisogno di tutti. Il francese è stato finalmente messo di fronte alle sue responsabilità e seppur con qualche difetto già mostruosamente palesato (spesso un tocco di troppo e una falcata pesante) ha toccato un’infinità di palloni, recuperandone altrettanti e perdendone altri ancora. Kondogbia è evidentemente un giocatore che ha bisogno di essere supportato soprattutto psicologicamente per rendere e in questo Pioli sembra essere partito con il piede giusto. Tocca parlare anche di João Miranda, beffato dal guizzo dell’indemoniato Suso, ultimo episodio di un periodo difficile. Anche in questo caso, però, la mano di Pioli è vista: l’arretramento di Gary Medel è sembrato il modo migliore per ridare confidenza e sicurezza al brasiliano e a tutto il reparto. Non ce ne voglia il buon Jeison Murillo, ma finché il cileno è rimasto in campo la difesa dell’Inter è parsa rinvigorita”. Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/2f0EgV0