Inter, vedi Napoli e poi speri: da Mancini a Pioli, tutt’altra storia Questa sera l’Inter di Stefano Pioli affronterà allo stadio San Paolo il Napoli di Maurizio Sarri: la memoria non può che andare alla sfida dell’anno scorso, quando i nerazzurri di Roberto Mancini comandavano la classifica di Serie A inseguiti proprio dagli azzurri. Quante cose sono cambiate da allora? QUESTIONE DI APPEAL – Napoli-Inter, una sfida da sempre bella e affascinante: quella che andrà in scena questa sera alle ore 20.45 non avrà però lo stesso appeal della scorsa stagione, quando nerazzurri e partenopei si giocavano la vetta della classifica. L’Inter di Roberto Mancini si presentava al San Paolo da prima della classe, attesa da un Napoli in splendida forma e pronto ad agganciare e superare i nerazzurri in caso di vittoria. Quante cose sono cambiate da allora? Beh, non poche. Sia da una parte che dall’altra. CAMBIAMENTI – Partiamo dall’Inter: i nerazzurri di Mancini si presentavano a Napoli con la difesa meno battuta del campionato, oggi invece la retroguardia sembra aver subito una netta involuzione che riguarda in particolare i due centrali titolari. Quella squadra macinava punti, spesso e volentieri con il minimo sforzo (ricorderete i famosissimi e tanto criticati 1-0), ma non gioco: era proprio questo il punto cruciale della questione per gli addetti ai lavori. L’Inter attuale invece è ancora alla ricerca di una propria identità: esonerato Frank de Boer, sulla panchina nerazzurra arriva Stefano Pioli. Quello che viene chiesto all’ex tecnico della Lazio è soprattutto fare risultato, va da sé quindi che momentaneamente il bel gioco può passare in secondo piano. Situazione di classifica a atteggiamento diametralmente opposti rispetto alla scorsa stagione dunque. Per quanto riguarda il Napoli invece basta fare un nome: Gonzalo Higuain. L’attaccante argentino, trasferitosi in estate alla Juventus, vinse la partita con l’Inter praticamente da solo: doppietta da bomber di razza e sorpasso in classifica ai danni dell’Inter effettuato. Quest’anno gli azzurri si presentano invece con qualche problemino in più e una serie di risultati non brillantissimi, dovuti soprattutto all’assenza del loro centravanti titolare: Arkadiusz Milik. Ricorderete tutti il secondo tempo dell’Inter di Mancini a Napoli: reazione impetuosa, bel gioco, gol del 2-1 di Adem Ljajic e doppio palo nei minuti finali. Da quella sconfitta, paradossalmente, si iniziò a sperare in grande. Oggi invece non c’è tempo per sperare e perdersi in dettagli, contano solo i tre punti per tentare una difficile scalata ai primi posti della classifica. Contenuto generato e fornito da Inter-News – Ultime notizie Inter , via Inter-News http://ift.tt/2gP0g5u