Editoriale: e se l’Inter scegliesse Spalletti? In tal caso sarebbe ora di rivoluzione

Spalletti in nerazzurro? E se fosse Spalletti invece il nuovo tecnico nerazzurro? Le informazioni in nostro possesso ci dicono ialtre cose però… Però è anche bello viaggiare di fantasia. Più volte i giornalisti tendono a mascherare le proprie amicizie in termini calcistici ma, vuoi per la mia inesperienza, vuoi per il fatto che la mia indole mi porta sempre a fare il contrario dell’uso comune, vi svelerò un segreto. Il sottoscritto e Spalletti si conoscono e perciò il mio giudizio su di lui non può che essere condizionato da tal cosa. Ragion per cui, durante tutto questo editoriale, mantenete una certa distanza o diffidenza dalle mie parole, preferisco così. Da parte mia cercherò di essere il più imparziale possibile. Spalletti come Jude Law Luciano Spalletti è uomo criptico. Sotto l’aspetto di buon tempone toscano si nasconde un animo difficile da decifrare. Come tutti i buoni allenatori ha imparato a gestire le proprie emozioni al pari dei media. A Roma è tanto amato dalla propria tifoseria usanti odiato dai media. Un equilibrio fragile che ha portato alla rovina di un ambiente intero. Lui ha sempre cercato di tenere tutti calmi, sempre sull’attenti. “Io voglio fare la rivoluzione”. Sosteneva Jude Law, nelle vesti di Lanny Belardo, il giovane papa della fortunata serie Sky di Paolo Sorrentino (the Young Pope). Ed è lo stesso pensiero che ha afflitto il tecnico della Roma da un anno a questa parte. Però, proprio come Lanny Belardo, Spalletti ha dovuto venire incontro alle pretese ed alle esigenze di chi gli sta attorno, snaturando la sua posizione iniziale. In The Young Pope tutto ciò ha portato ad un positivo cambiamento dei rapporti interpersonali fra il papa ed i suoi collaboratori. A Trigoria abbiamo invece assistito ad loro deterioramento. Prima con la stampa, poi con la squadra (non è un segreto che lui e Totti si odiano) e, per finire, con la società. Un esule futuro Il mancato rinnovo di contratto forse è la conseguenza di ciò che emerge nella serie tv precedentemente citata: difficile cambiare qualcosa di radicalizzato nel tempo. Ci sono stati molti miglioramenti ma è indubbio che la piazza sia difficile da gestire.Non si può vivere sempre su un ottovolante di emozioni. In fin dei conti, l’ex allenatore dello Zenit, sembra essere arrivato al limite delle forze. Cercherà di chiudere in bellezza per poi consultare le offerte che arriveranno dalle vari parti del mondo. Se poi te queste, prima o poi, dovesse mai esserci quella dell‘Inter, ecco che potrebbe aprirsi una nuova rivoluzione in casa nerazzurra. Magari dopo quella Cholista. A quel punto però Spalletti non potrebbe più fallire. Perché è facile passare dall’essere un aspirante Che Guevara ad un inconcludente Don Chisciotte. Ad ogni modo, come diceva Gramsci :” Ogni movimento rivoluzionario è romantico per definizione” E Luciano Spalletti è forse il più romantico degli allenatori italiani. L’articolo Spalletti nuovo tecnico nerazzurro? Partirebbe la rivoluzione sembra essere il primo su Mondo Inter. dario
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