Focus Inter – La leadership… sconosciuta

Dopo l’undicesima sconfitta in campionato dopo 33 giornate, ci si ritrova a decretare l’ennesima stagione fallimentare della squadra nerazzurra. Cerchiamo di ipotizzare le cause di questa crisi che coinvolge non solo ls squadra ma tutta la società di Suning. Secondo noi è la mancanza di leadership il motivo principale della debacle nerazzura Doveva essere la stagione della rinascita. La prima dell’era Suning: quella della rifondazione in cui si mettevano le fondamenta per la costruzione di una squadra consona alle grande ambizioni della società di Zhang. Ora a poco meno di un mese dalla conclusione del torneo di serie A, i nerazzurri si trovano con un pugno di mosche, con ben 11 sconfitte in campionato , ad una distanza siderale dalla zona Champions e addirittura staccati dal sesto posto utile all’ultimo posto disponibile per partecipare all’europa league. Un autentico fallimento quindi, dato che tutti erano sicuri che la squadra di Suning in questa stagione poteva addirittura ambire ad un posto in Champions e fino alla metà di marzo , questa ambizione era ancora viva. Per la squadra nerazzurra questa stagione sancira’ invece un peggioramento da quel quarto posto conquistato un anno fa e Suning si ritrova a dovere affrontare una crisi che secondo noi è principalmente frutto di una assenza di leadership a tutti i livelli: squadra, tecnico., direttore sportivo ed alti vertici manageriali. Ecco in breve un’analisi su tutti questi punti (fonte: Eurosport. It). Leaderhip societaria: manca un leader carismatico come efficace collante tra squadra e società A margine dell’umiliante sconfitta patita dall’Inter a Crotone il direttore sportivo Piero Ausilio si presentava ai microfoni della zona mista definendo i calciatori presuntuosi e arroganti; due giorni dopo Roberto Gagliardini, l’ultimo arrivato in casa nerazzurra, smontava pubblicamente le tesi del dirigente esprimendo il suo disaccordo. L’episodio la dice lunga sullo stato dell’arte in casa nerazzurra: manca una presenza forte, un leader carismatico che faccia da collante tra squadra e società facendosi interprete delle esigenze dell’una e dell’altra e che metta la faccia nella buona e nella cattiva sorte; non è un caso che l’Inter lavori sottotraccia per apparecchiare il ritorno di Lele Oriali, figura forte del Triplete. Riecheggiano nell’aria i j’accuse dell’esonerato De Boer circa i vuoti di potere dell’Inter: Javier Zanetti è il miglior ambasciatore possibile di questi colori ma non ha certo il piglio del sergente di ferro e il fatto che tuttora Erik Thoir campeggi nell’organigramma nel ruolo di Presidente suona quasi come un paradosso. Quanto alla figura dell’amministratore delegato Liu Jun, al momento rimane avvolta nel mistero. Leadership tecnica: manca un allenatore carismatico e grande motivatore Un filotto negativo di cinque partite senza vincere nemmeno il bistrattato De Boer lo aveva infilato. I numeri sono impietosi: due punti nelle ultime cinque, 18 gol subiti nelle ultime 8 gare e un black out pressoché totale dopo il roboante 7-1 rifilato all’Atalanta. La luce si è spenta e le parole dello stesso Pioli dopo il 5-4 di Firenze suonano come una dichiarazione di resa. Il problema dell’Inter, lo sottolineiamo più volte, non è (solo) l’allenatore, ma il pur preparato e serio tecnico nerazzurro non è riuscito a risollevare le squadra nonostante un avvio di gestione a dir poco convincente. È tempo dunque di consegnare l’Inter nelle mani di un tecnico carismatico – “maschio alfa” come lo definisce Sebastiano Vernazza sulle pagine della Gazzetta dello Sport – con palmares e curriculum inappuntabili. Che sia sergente di ferro ma al contempo formidabile motivatore capace di sedurre i suoi giocatori circa la bontà del progetto: lo abbiamo capito ormai, sono questi i profili destinati a fare le fortune dell’Inter. Che sia Simeone e Conte, Suning non badi al risparmio. Leadership in campo: molti uomini mancano di cattiveria agonistica e di attaccamento alla maglia E siamo alla punta dell’iceberg, ovvero i protagonisti in campo: una rosa del valore complessiva di 329,50 milioni di euro allestita con un mercato estivo faraonico, con saldo negativo di 102,9 milioni. Cifre nemmeno lontanamente avvicinate da qualsiasi altra squadra di Serie A. I giocatori ci sarebbero anche dunque: chi può discutere sulle qualità tecniche dei vari Perisic, Candreva, Joao Mario, Banega, Icardi? E allora siamo qui ancora a parlare di leadership, o meglio, dell’assenza della stessa. I pochi che ne sono provvisti, per parafrasare lo “zio” Bergomi, sono incapaci di trasmetterla ai compagni: alla prima difficoltà il castello crolla. L’Inter è stata capace di infilare delle serie positive di risultati – pensiamo ai dieci punti raccolti da De Boer a cavallo della terza e della sesta giornata con lo scalpo della Juventus oppure delle sette vittorie consecutive di Pioli all’inizio del suo mandato – con prestazioni impeccabili e una totale dedizione alla causa dei suoi giocatori, ma a tali filotti sono sistematicamente seguiti dei tonfi inenarrabili: perché i giocatori non riescono a mantenere la stessa intensità e la stessa cattiveria agonistica nell’arco dello stesso campionato? Come è possibile subire 4 gol a Firenze in 17 minuti (diciassette!)? Si noti che in questo match è stato ammonito un solo calciatore e questo la dice lunga sulla scatsa determinazione e cattiveria sportiva messa in campo dagli uonini di Pioli. Certe cose succedono solo all’Inter e questo interminabile limbo è figlio dell’assoluta carenza di leadership a tutti i livelli del FC Internazionale Milano. Intanto le stagioni passano ed il gap dalla juve è dal calcio ad alti livelli aumenta mentre la pazienza del tifoso nerazzurro è ormai sempre meno …. Roberto Berzsenyi L’articolo Focus Inter – La leadership… sconosciuta sembra essere il primo su Mondo Inter. bobo
from Inter Club C’è solo l’Inter Pavia http://ift.tt/2pbP1HZ
via IFTTT