Luca Taidelli, inviato della “Gazzetta dello Sport”, sostiene che il progetto di Moratti prosegua nella sua fase di studio. Ernesto Pellegrini come regista e l’azionariato popolare come strumento per reperire fondi necessari. Vediamo i dettagli:
PIANO E SMENTITE – «Piovono le immancabili smentite ma prosegue lo studio di Massimo Moratti per capire se ci sia la possibilità di riprendersi l’Inter», inizia Taidelli. «Il piano assume, anzi, contorni più nitidi e trova conferme negli ambienti finanziari e circola ai vertici di alcuni istituti di credito e studi legali».
AZIONARIATO E SOCI – «Il regista dell’operazione sarebbe Ernesto Pellegrini, l’imprenditore da cui Moratti comprò l’Inter nel 1995. Il re della ristorazione collettiva dovrebbe sfruttare le sue numerose e altolocate amicizie per formare una sorta di azionariato che, più che popolare, si potrebbe definire d’élite. Si punta a creare una base di 20-30 mila persone a cui chiedere un contributo minimo di 1000 euro l’anno in modo da avere 20-30 milioni che ogni 12 mesi entrerebbero nelle casse societarie. Al momento sarebbe più che altro un atto di fede ma la psicologia del tifoso nerazzurro è particolare e la possibilità di contribuire al rilancio della squadra costituirebbe un propellente unico».
THOHIR – «Le quote di Thohir verrebbero acquistate da una società veicolo in cui confluiranno le quote dell’azionariato diffuso ma anche di altri investitori o fondi. Chi metterà più soldi avrà diritto non solo ad una maggiore voce in capitolo per quanto riguarda le decisioni del club ma anche a benefit legati a postazioni e servizi allo stadio».
CONSIDERAZIONI – Taidelli prosegue con alcune considerazioni: «Ribadito che siamo in una fase di studio e che le difficoltà non mancano, vale la pena di sottolineare alcuni concetti: l’operazione non nascerebbe per una valutazione negativa dell’operato di Thohir ma da un “prurito” di Moratti di tornare al comando del suo grande amore. Tutto passa dalla volontà dell’attuale presidente che ha fatto sapere di non avere nessuna intenzione di cedere la maggioranza del pacchetto azionario. Smentite ovvie anche se non si può escludere che a certe condizioni, si potrebbero aprire nuovi scenari. Smentite da parte di tutti gli attori in causa anche se giova ricordare come anche in altre occasioni, spesso strategicamente, l’ex patron aveva dichiarato intoccabili certi allenatori, salvo esonerarli poco dopo. E nel 2013 Moratti aveva negato per mesi una trattativa con lo stesso Thohir», conclude Taidelli.
Ipotesi intriganti all’orizzonte per l’Inter. Sarebbe il caso di avere delle certezze sul piano del gioco piuttosto che parlare sempre di futuro e finanza e poco di calcio giocato.
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