Visto che si parla di ribaltoni e scalate, la “Gazzetta dello Sport” fa i conti in tasca all’Inter. Quanto ci si deve sobbarcare per gestire un club in perenne perdita?
PASSIVO STRUTTURALE – Prendere l’Inter è un impegno economico serio. Lo dice l’edizione odierna della “Gazzetta dello Sport” che fa i conti di quanto effettivamente costa all’anno la gestione attuale del club. L’Inter non è una società in equilibrio contabile praticamente da sempre e per uscire da questa situazione di passivo strutturale servirà tempo e coniugare al lavoro del management i risultati sportivi, che essenzialmente devono portare alla partecipazione in Champions League.
I CONTI – Ma allora quanto serve? Da novembre 2013 troviamo l’aumento di capitale sottoscritto da Thohir e soci per rilevare il 70% (75 milioni), due versamenti di Moratti da 5 (novembre 2013) e 15 milioni (giugno 2014), prestito di 22 milioni da parte di Thohir (maggio-giugno 2014), secondo prestito del presidente da circa 10 milioni nei mesi scorsi, terzo prestito da 60 milioni in questi giorni. Poi c’è il finanziamento di 230 milioni garantito da un pool di banche guidate da Goldman Sachs, di cui 30 servivano per la gestione corrente e il resto per coprire i vecchi debiti. In totale si arriva a 217 milioni nell’arco di due stagioni.
SERVE ANCHE LA LIQUIDAZIONE – L’Inter ha quindi un bisogno strutturale di un centinaio di milioni l’anno. Chiaramente la situazione dovrebbe migliorare in futuro, ma nessuno ha la bacchetta magica. Se Moratti volesse veramente lanciare una scalata, in aggiunto a tutto questo bisognerebbe anche trattare la liquidazione dell’attuale socio di maggioranza Thohir, che come minimo dovrebbe rientrare dell’investimento iniziale di 75 milioni.
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