Da Minaudo a Obi: i protagonisti del derby che non ti aspetti Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1Dzv2Cf Enrica Panzeri

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Esistono tante leggende attorno al Derby. Una di queste sostiene che la vincitrice sarà spesso la squadra sfavorita. Difficile però stasera decidere chi possa essere, vista la deludente stagione vissuta da entrambe le squadre. Un’altra, che trova vari riscontri nel passato anche recente, è che a decidere una partita tanto sentita spesso non siano i campioni, ma i giocatori su cui pochi avrebbero scommesso e che, con quella marcatura, si sono ritagliati uno spazio importante nella memoria dei tifosi.

ESORDIO INDIMENTICABILE -In principio fu Minaudo. Giuseppe Minaudo, classe 1967, prodotto della Primavera nerazzurra, realizza il sogno di qualsiasi tifoso interista. Decide infatti un derby con un suo gol, all’esordio: 6 aprile 1986, Inter 1 Milan 0. Le premesse sembrano rosee per questo centrocampista di grande corsa e capace di ricoprire vari ruoli, ma il futuro si rivela avaro di soddisfazioni. L’Inter lo presta prima all’Udinese in serie B e poi all’Ancona. Viene infine ceduto all’Atalanta e da lì gira varie squadre, dal Piacenza al Torino fino alla discesa nell’Eccellenza Lombarda, nella Vigor Seinigallia in cui chiuderà la carriera. Il suo nome è ormai il simbolo della “Classe operaia che va in Paradiso” e, a distanza di anni, è capace di mettere di buon umore qualsiasi tifoso interista.

PRIMO DERBY DI MORATTI – 15 aprile 1995: l’Inter da due mesi ha un nuovo Presidente, Massimo Moratti, che, nel nome del padre Angelo, ha ripreso la società dalle mani di Ernesto Pellegrini. Il Milan che si trova di fronte è un vero squadrone, mentre i nerazzurri, pur contando su nomi quali Pagliuca, Bergkamp e Jonk, non sembrano minimamente paragonabili alla squadra di Capello. E invece è proprio l’Inter a passare in vantaggio con un centrocampista che pare avere un conto aperto con i rossoneri, avendo già segnato contro di loro ai tempi in cui militava nel Foggia. Si tratta di Andrea Seno che con un preciso colpo di testa, proprio superando un Sebastiano Rossi alto più di 1.90, apre le marcature e fa impazzire i tifosi presenti sugli spalti. Il derby terminerà 3 a 1, grazie alle marcature di Jonk, servito da un delizioso assist di Bergkamp, Stroppa per i rossoneri e un’autorete di Rossi. Ma il vero eroe resterà lui, Andrea Seno da Burano.

IL GINOCCHIO DI PAGANIN – L’aura che circonda i fratelli Paganin non è propriamente quella di difensori rocciosi e impenetrabili. Ma nell’ottobre del 1995 il minore dei due, Massimo, mostrerà un inaspettato talento da goleador capace di mandare in visibilio i presenti sugli spalti. Su angolo di Roberto Carlos, il difensore piomba nella difesa dei cugini e, grazie a un preciso colpo col ginocchio destro (!!!) batte Sebastiano Rossi. I rossoneri pareggeranno poi con Savicevic e la partita si chiuderà sul risultato di 1 a 1. Ma il colpo da maestro di Massimo Paganin difficilmente verrà dimenticato.

TURCO ANTI-ROSSONERO – Nel 2000 Hakan Sukur, centravanti che nella nazionale turca segna a ripetizione, torna in Italia, in maglia nerazzurra, dopo una fallimentare esperienza vissuta al Torino cinque anni prima. I dirigenti interisti assicurano che le difficoltà incontrate all’epoca erano frutto di un difficile ambientamento dovuto alla giovane età, ma nell’Inter sarebbe stata tutta un’altra storia. E invece il turco triste a Milano non riesce a esprimersi e verrà ceduto l’anno successivo al Parma, poi al Blackburn, per approdare nuovamente al “suo” Galatasaray. Triste il bottino con i nerazzurri: 6 reti in 34 presenze. Ma fra queste 6 impossibile dimenticare quella segnata il 7 gennaio 2001, in un derby terminato 2 a 2. Con il Milan Hakan Sukur dimostrerà di avere un feeling particolare, contribuendo anni dopo all’incredibile eliminazione subita nei primi turni della Champions dai milanisti a opera del Galatasaray.

LA TESTA DEL LEVRIERO – Ezequiel El Galgo Schelotto non è riuscito a togliersi grandi soddisfazioni con la maglia nerazzurra. Arrivato come erede di Zanetti, non ha purtroppo mostrato le doti sufficienti per giocare nell’Inter e, dopo una serie di prestazioni giudicate insufficienti, è stato mandato in prestito prima al Parma e poi al Chievo. Il 24 febbraio 2013 resta però una data indimenticabile, tanto da essersela addirittura tatuata. Il Milan è in vantaggio, grazie a un gol di El Shaarawy e mantiene il controllo della partita senza troppi affanni. I nerazzurri soffrono e solo un Handanovic in versione Superman ha evitato che il passivo fosse maggiore. Poco prima del 70′ Stramaccioni tenta la carta della disperazione: butta in campo Schelotto e l’italo-argentino lo ripaga nel migliore dei modi. Incrocia di testa un preciso traversone di Nagatomo e insacca alle spalle di un impietrito Abbiati.

LE CAPRIOLE DI OBI – Il gol di Joel Obi, nell’ultimo derby, è ancora negli occhi di molti. Il nigeriano, cresciuto nell’Inter fin dall’età dei 14 anni, con un tiro preciso e potente trafigge la porta di Diego Lopez, che fino a quel momento sembrava stregata. L’ex Primavera festeggia con una serie di capriole e salti mortali che ben raffigurano gli stati d’animo vissuti dai tifosi fino a quel momento.

E questa sera, a chi potrebbe toccare l’onore di scrivere il suo nome nel libro d’oro del Derby?

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