Le considerazioni di Beppe Bergomi sulla “Gazzetta dello Sport” si concludono con uno sguardo all’Europa. In Italia non c’è l’ossessione per il bel gioco che c’è altrove e la fisicità aiuta anche in ambito internazionale, meglio se abbinata alla tecnica.
NON SIAMO IN SPAGNA – «Il nostro calcio richiede questo. Abbiamo perso molti giocatori di talento e c’è timore a lanciare i giovani e senza coraggio è difficile costruire sulla qualità. Non siamo in Spagna, dove i tifosi contestano con la panolada se giochi male. Da noi conta soltanto il risultato e poco o nulla come la fisicità aiuta a conseguirlo».
PROSPETTIVE EUROPEE – «Questa Inter potrebbe far bene anche in Europa, anche se lì ti vai a scontrare con squadre altrettanto fisiche. Delle grandissime, la meno muscolare è il Barcellona, ma è chiaro che stiamo parlando di un’eccezione. Certo, per il salto di qualità in Europa il fisico non basta. Serve la tecnica, e non a caso l’acquisto nerazzurro che più mi convince è Kondogbia: un marcantonio di 1 metro e 88 dai piedi gentili».
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