Erick Thohir parla dei colpi di mercato che hanno infiammato il pubblico nerazzurro e della nuova stagione ormai alle porte, sempre nell’intervista esclusiva concessa al Corriere dello Sport.
Si parte da Miranda, Murillo e Kondogbia: “Miranda nelle ultime due stagioni è stato tra i 10 più forti difensori al mondo, Murillo il miglior giovane della Coppa America, mentre Kondogbia è il futuro, il top dei centrocampisti del domani. E’ stato Kondogbia a decidere di venire all’Inter perché crede nel nostro progetto e perché è felice di lavorare con Mancini. Noi crediamo in lui ed è il calciatore che volevamo. Il paragone con Touré a livello fisico regge, quello per il talento non so vista la differenza di età. Ogni giocatore ha la sua strada da percorrere se vuole diventare il migliore. Noi siamo felici di avere Kondogbia e vogliamo aiutarlo a diventare il numero uno al mondo”.
Su Jovetic, il presidente non si sbilancia: “Quando mi chiedono di questo o di quel giocatore solitamente non commento perché appartiene ad un altro club, ma non nascondo che saremmo felici se porteremo Jovetic all’Inter. Prima di farmi aggiungere altro, però, aspettiamo che passi i test medici e che ci siano le firme sui contratti. Il mercato è… giovane e abbiamo ancora 40 giorni di tempo davanti. Adesso Mancini deve preparare la squadra e quest’anno avrà più tempo per lavorare rispetto alla scorsa stagione: è importante che i calciatori capiscano le sue aspettative, quello che chiede loro”.
Sull’assenza dalle coppe europee, Thohir si dimostra dispiaciuto: “A livello di ricavi non disputare le coppe è un danno, ma i nostri manager stanno lavorando bene e la conferma arriva dal fatto che anche senza l’Europa League i nostri ricavi sono in aumento. Se parlo da tifoso non posso essere contento, ma come presidente devo vedere le cose da un’angolazione diversa. Senza impegni infrasettimanali potremo prepararci al meglio per la Serie A e la Coppa Italia”.
Sul difficile capitolo degli esuberi in rosa:“Da quest’anno potremo utilizzare solo 25 elementi e dovremo attenerci a questa nuova regola. Se dicessimo “non la rispetteremo”, non diremmo la verità. Tutti i calciatori vogliono giocare. Soprattutto i giovani: farli restare per andare in campo 2-3 volte in un’intera stagione non sarebbe buono per la loro crescita. Idem per quelli che potrebbero essere titolari in tante altre formazioni e che da noi farebbero panchina o tribuna. Le nuove regole ci costringono a prendere decisioni e dobbiamo essere onesti con chi adesso è parte della nostra famiglia. Noi vogliamo spiegare bene la situazione, poi la scelta sarà loro”.
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