Erick Thohir è sempre più il presidente della svolta interista. Ha rivoluzionato come un calzino la società per quanto riguarda il management e ha deciso di rischiare il tutto per tutto con Roberto Mancini, un tecnico ambizioso e sempre pronto a chiedere giocatori al suo principale. Mercato dispendioso e di alto profilo con una serie impressionante di costi spostati in là nel tempo. Vediamo perchè ha fatto bene
INVESTIMENTI – Un imprenditore lo sa bene, l’investimento è il motore della sua azienda. Investi in macchinari, in tecnologia, in capitale umano proprio per ottenere i migliori risultati. Devi però stare anche attento ai costi ed è esattamente quello che ha fatto Thohir in questi due primi anni di presidenza nerazzurra. Ha deciso di intervenire prima sul capitale umano in “direzione”, azzerando di fatto il personale dell’era Moratti, e poi sull’”hardware” rappresentato dalla macchina propulsiva di ogni risultato: i giocatori. E’ l’unica strada negli affari, l’unico modo possibile per cercare di ottenere l’eccellenza della performance. Ha fatto le prove nella prima campagna acquisti portando a Milano onesti mestieranti del pallone che non hanno certamente contribuito alla svolta attesa. Ha pazientato con un tecnico non scelto da lui e poco adatto al profilo internazionale necessario a questa nuova Inter. Con l’arrivo di Mancini, però, la musica è decisamente cambiata e se ne è avuto un assaggio a gennaio. Giocatori non decisivi nemmeno in quell’occasione ma di profilo più elevato. E poi arriviamo ai giorni nostri in cui si compie il “capolavoro” di Thohir: rivoltare la squadra riuscendo ad acquistare nomi funzionali e decisivi e, nel contempo, fare alcune cessioni importanti e determinanti per il bilancio societario.
APPLAUSI – Thohir, insieme ovviamente agli uomini mercato, merita un deciso, convinto ed entusiasta applauso per ciò che è riuscito a compiere in questa lunga estate del 2015. Consegnare a Mancini un parco giocatori di tale levatura non è da tutti, riuscire a tenere a bada l’UEFA nemmeno. Ha dimostrato di ragionare con la calcolatrice e con un occhio alla qualità in campo, ha dimostrato di essere un giusto condottiero per questa Inter in cerca di riscatto veloce e immediato. Applausi anche perchè sembra davvero finito il tempo in cui si inseguivano per mesi degli obiettivi che poi venivano regolarmente acquistati dagli altri. Sembra finito il tempo degli sberleffi sul mercato da parte delle altre “sorelle” di serie A. Thohir ha imposto un modo tutto suo di fare affari, un modo deciso, preciso, senza tentennamenti o timori reverenziali verso gli storici avversari. Ha strappato al Milan Kondogbia, ha venduto Hernanes alla Juventus, si è andato a prendere Perisic con caparbietà e tenacia…tutta un’altra musica rispetto alle sessioni di mercato degli anni scorsi in cui l’Inter dava sempre la sensazione di venir “soffocata” o comunque di arrivare sempre in ritardo.
QUALITA’ – Finalmente è arrivata la qualità! Finalmente Mancini può esprimere al meglio la sua idea di calcio con gli uomini che ha chiesto ed ottenuto. Thohir ha fatto un’opera di ingegneria finanziaria da vero imprenditore calcolando tutti i rischi. Solo chi vuole denigrare a tutti i costi la società nerazzurra vede nelle operazioni estive dell’Inter un azzardo, un “all-in” pokeristico che rischierebbe di portare la società sull’orlo del baratro.
SCOMMESSA – E’ vero: si tratta di una scommessa, di un posticipare gli impegni economici a fronte di un risultato sportivo (l’approdo in Champions League) più che mai fondamentale. Ma il tutto ha una sua precisa logica: per arrivare almeno terzi (e superare il turno preliminare, vedi l’esempio non edificante della Lazio) ci vuole gente esperta, gente che abbia giocato già ad alti livelli, gente concentrata e senza paura. Ora queste persone sono ad Appiano, sono a disposizione di Mancini e Thohir le ha volute proprio per arrivare a certi traguardi. Se non si arriverà il terzo posto, ci saranno altre cessioni eccellenti (vedi Icardi) per compensare le mancate entrate. Ma tutto è stato calcolato nei minimi dettagli, ne siamo certi.
Per questo Erick Thohir deve essere inquadrato nella sua giusta dimensione: un uomo d’affari che ha deciso di voler far decollare il suo business calcistico investendo in maniera intelligente e oculata. Altro che giocatore scriteriato, altro che imprenditore che non calcola il possibile rischio. Finalmente abbiamo assistito ad un calciomercato in cui l’Inter ha messo decisamente la freccia superando alcune ataviche paure e difficoltà. Un’Inter, insomma, che ci auguriamo sia di nuovo protagonista come il suo blasone merita.
Forse l’uomo giusto è proprio Erick Thohir!
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