Davide Santon ha concesso un’intervista alla “Repubblica” in edicola oggi. Dai ricordi della stagione del Triplete all’Inter attuale, sembra essere passata una vita ed invece sono solo 5 anni. Santon è cresciuto ed è l’unico titolare nerazzurro italiano nel prossimo derby
VITTORIE – La Champions League tatuata sul braccio di Santon significa vittoria: «L’unico altro compagno con un trofeo tatuato sul braccio è Biabiany. Non voglio certo fermarmi al trionfo di Madrid e spero di avere presto altri tatuaggi dedicati a vittorie con l’Inter».
BANDIERA – «Sono arrivato all’Inter a 14 anni e, tranne le parentesi di Cesena e Newcastle, sono sempre rimasto qui. L’Inter è la squadra che amo da bambino e mi piacerebbe diventare una bandiera di questa squadra. La sento casa mia ed è per questo che sono ritornato. Mi hanno cercato in estate club italiani e inglesi ma io volevo restare ed ho parlato con Mancini. Ci siamo chiariti ed ho giocato da titolare le prime due gare di campionato», prosegue Santon.
GIOVANI – «Non è facile passare da un giorno all’altro dai complimenti alle critiche: stupisci tutti e ti dicono che sei bravo e ti abitui solo ai commenti positivi. Poi all’improvviso sbagli una partita e tutto cambia e non sai come gestire questo cambiamento di giudizi», dice Santon a proposito delle difficoltà dei giovani.
INTER – «Dobbiamo ancora trovare l’intesa. Sono arrivati tanti nuovi giocatori e Melo mi sembra davvero un leader, avevamo bisogno di un tipo così in squadra», conclude Santon.
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