Il quotidiano “Libero” torna sulla vicenda del licenziamento di Marco Fassone. Tutto sembra portare al classico fulmine a ciel sereno ma, a ben guardare, l’ormai ex direttore generale nerazzurro avrebbe pagato i troppi “si” a Mancini per quanto riguarda il mercato
MERCATO – Il mercato dell’Inter è stato troppo bello per avere anche un impatto positivo sul bilancio. Troppi acquisti, per soddisfare le brame di Mancini, hanno portato ad un disavanzo di “soli” 7 milioni di euro. Un segno meno che potrebbe essere costato la testa a Fassone.
ALTRO – In realtà c’è dell’altro se si vogliono comprendere le motivazioni alla base del defenestramento del dirigente interista: l’ennesima ristrutturazione societaria e, in particolare, la volontà di Bolingbroke di mettersi a capo anche delle operazioni sportive, dopo aver sistemato la parte finanziaria. Due numeri “uno” possono difficilmente coesistere, da qui la volontà di rinunciare a Fassone.
MORATTI – Un altro motivo, ipotizza “Libero”, andrebbe ricercato nei pessimi rapporti con Moratti. L’ex presidente portò Fassone all’Inter nel 2012 ma nell’ultimo anno la relazione aveva subito un rapido deterioramento anche per la rivoluzione di Thohir e l’allontanamento di parecchie figure legate all’ex patron.
ZANETTI – Da ultimo, ci sarebbe anche la volontà di dare maggior spazio a Zanetti riavvicinatosi notevolmente alla squadra con l’arrivo di Mancini.
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