Nel giorno successivo alla quinta vittoria consecutiva dell’Inter, non è tempo solo di complimenti per i nerazzurri, ma qualche critica è sempre comodo piazzarla. Almeno questo è ciò che si può capire leggendo l’esaltazione di Kovacic, riportata fedelmente da “Sport Mediaset”
COME UN VETERANO – Ecco l’articolo pubblicato dalla nota redazione sportiva di Cologno Monzese, che riflette però il pensiero comunque di tutta la stampa italiana (e forse anche estera): “Se la copertina è tutta di Benzema, un titolo in prima pagina lo merita Mateo Kovacic. Nel 2-1 del Real Madrid a Bilbao il croato ha brillato eccome, lanciato da Benitez sulla trequarti alle spalle proprio del bomber francese, autore della doppietta decisiva. Tutti si aspettavano Casemiro dal 1′, alla fine il tecnico delle Merengues si è affidato all’ex Inter. Una scelta, col senno di poi, quantomai azzeccata. Un esordio così da titolare forse non l’aveva sognato nemmeno lo scorso 19 agosto, giorno della sua presentazione ufficiale al Bernabeu. 35 milioni di euro più 5 di bonus, sei anni di contratto a 4 milioni l’anno, cifre finite nel calderone delle polemiche un mese fa ma che da oggi la stampa spagnola valuta da una prospettiva decisamente diversa. Da Marca al Mundo Deportivo, i principali quotidiani iberici hanno esaltato la prestazione, le caratteristiche tecniche e la duttilità tattica di Mateo. Cinque partite di fila cominciate dalla panchina, al sesto tentativo, il primo da titolare, ha già convinto tutti. Kovacic è stato l’autentico perno della manovra del Real, smistando palloni a Isco e Ronaldo e costruendo gioco con la collaborazione di Modric e Kroos. Precisione, rapidità, intuizioni geniali: tutte doti già espresse a Milano. Il tutto mentre il Barcellona veniva sommerso di gol a Vigo, e soprattutto mentre la sua (ormai) vecchia Inter vinceva di misura contro il Verona. La notizia della prova da leader del croato sarà certamente giunta in fretta dalle parti di San Siro e della poltroncina di Thohir in tribuna autorità. E la linea sottile tra il grande affare a livello economico e la consapevolezza di aver ceduto uno dei migliori talenti in circolazione potrebbe presto provocare rimpianti epocali“.
CHE CAMBIO DI MARCIA – Ecco, invece, il mio pensiero a riguardo. Partendo dal presupposto che i tifosi dell’Inter avevano, hanno e avranno sempre Kovacic nel cuore per quello che si è dimostrato in campo e soprattutto fuori dal campo, trovo fuori luogo l’esaltazione del talento croato oggi. E non oggi perché l’Inter è prima. Perché l’Inter è a punteggio pieno. Perché l’Inter ne ha vinte cinque su cinque. Senza Kovacic. Semplicemente perché, nel momento in cui l’Inter mette in mostra tutto il proprio carattere, sale in cattedra Felipe Melo. E anche con un gol decisivo, pur non dando spettacolo come Kovacic con il Real Madrid. Anche se lo spettacolo che fa Melo è uno show vero e proprio che va oltre il campo, ma questa è un’altra storia. Lo trovo fuori luogo perché, dopo una prestazione monstre di Geoffrey Kondogbia (pagato anche meno di Kovacic), nessuno ha alzato il dito per esaltare il francese, che invece viene ancora criticato perché sopravvalutato e via dicendo. Nessuno, della stampa “amica” ovviamente. Eppure l’Inter continua a lavorare in silenzio, consapevole che Kovacic sarà forse quello che all’Inter non sarebbe mai stato. Per colpa sua, per colpa dell’Inter, per colpa di noi tifosi. Ma forse anche per colpa di quei giornalisti che, quando Mateo vestiva la maglia nerazzurra, non lo hanno mai risparmiato da critiche. Arrivato a Milano per una decina di milioni e tacciato come sopravvalutato (come Kondogbia), andato via per quasi il quadruplo di quella cifra ed è già il colpo del secolo. Dopo una buona prestazione (quelle con l’Inter all’inizio erano molte di più) e soprattutto cinque partite da comparsa, che però non hanno portato a nessuna critica (all’Inter se lo mangiavano al primo passaggio sbagliato). Sarà, ma il messaggio che viene inviato è completamente travisato: gli interisti vogliono solo il bene per Kovacic, a partire da Thohir e Mancini. Il resto è fuffa, come sempre. Buona fortuna Mateo, un giorno potrai dire orgoglioso di aver giocato con la maglia del Real Madrid… e con quella dell’Inter.
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