L’argomento del momento non è tanto l’Inter che vince, quanto l’Inter che gioca male. Tematica che dopo tre settimane di lavoro a organico completo, interessa poco. Ciò su cui mi soffermerei sono alcuni dettagli: su tutti quello relativo agli schemi da calcio d’angolo su cui lavora da tempo Mancini
LO SCHEMA – Nelle prime cinque partite di campionato, l’Inter ha guadagnato molti più calci d’angolo di quanto fosse abituata ad averne nella scorsa stagione. Questo perché la squadra di Roberto Mancini attacca quasi a pieno organico e la qualità offensiva di certo non manca, anzi. Ciò che fa storcere il naso, però, è come vengono poi sfruttati i tiri dalla bandierina. In più occasioni, per non dire sempre, l’Inter si porta con due uomini sul punto di battuta: il battitore e il compagno deputato a fare la finta per poi allargarsi o semplicemente impegnato a toccare il pallone per effettuare un angolo “corto” a due tocchi.
L’ERRORE – Che sia uno schema ricercato e che sicuramente possa dare qualche opzione in più, non c’è dubbio. Però, analizzando ciò che si è riuscito a ottenere e ciò che invece si è semplicemente sprecato, qualcosa va rivisto. Innanzitutto, considerando Alex Telles e Stevan Jovetic i primi due sulla lista per il tiro dalla bandierina “di coppia”, si perde un uomo in area. Certo Jovetic non è noto per essere un ariete, ma con i suoi 183 cm può creare problemi nelle marcature. Inoltre, battendo l’angolo corto a due tocchi, si dà troppo tempo agli avversari di alzare la linea difensiva, incappando con più probabilità nel fuorigioco, oltre che dare un vantaggio nel ribattere e allontanare il pallone dall’area di rigore.
LA SOLUZIONE – Il rimedio può essere quello di tornare al tradizionale tipo di corner, con cross diretto in area di rigore, dove sono pronti a svettare praticamente tutte le torri nerazzurre: capitan Mauro Icardi (181 cm); i centrali difensivi Joao Miranda (186 cm) e Jeison Murillo (182 cm); i mediani Felipe Melo (183 cm), Geoffrey Kondogbia (188 cm) e Fredy Guarin (183 cm); gli esterni Davide Santon (186 cm) e Ivan Perisic (187 cm); e all’occorrenza i vari Juan Jesus (185 cm), Andrea Ranocchia (195 cm) e se serve anche Marcelo Brozovic (181 cm). A fare guardia, ovviamente, Gary Medel dall’altro dei suoi 171 cm, perché a batterli ci penserà proprio Telles (181 cm), se in campo. Senza dimenticare Jovetic e lo stesso Brozovic.
GIA’ MESSO IN PRATICA – Per avere una “recensione” di quanto detto, basti pensare all’ultimo gol dell’Inter, quello contro l’Hellas Verona. Il gol di Melo è arrivato proprio grazie all’angolo diretto battuto da Telles, che ha sfruttato tutte le sue doti tecniche per mettere il pallone sulla testa dell’amico brasiliano. Fare densità in area di rigore può essere il punto di forza di quest’Inter versione corazzata, senza tralasciare il fatto che quando c’è da difendere, l’Inter lo fa comunque a pieno organico. Avere due esterni con velocità di gamba e passo lungo come Santon e Perisic, oltre al battitore Telles, non può che essere un vantaggio anche in caso di repentino contropiede avversario. Tutti avanti, poi indietro: come un grande gruppo coeso, come una grande squadra. Sono certo che Mancini se ne accorgerà presto e a quel punto ci sarà solo da divertirsi. Ecco dove può migliorare l’Inter.
Contenuto generato e fornito da Inter-News – Notizie Inter aggiornate 7 giorni su 7
Leggi la notizia completa qui: Inter-News http://ift.tt/1LCSVhR
via IFTTT http://ift.tt/1LCSSCD #inter #interclubpavia #internews
