Da quando è arrivato Roberto Mancini, Mauro Icardi è un giocatore in lenta, ma costante evoluzione. Le prime tre partite intere giocate dall’argentino in questa stagione mostrano un ulteriore cambiamento nel suo stile di gioco. Icardi non è più quel riferimento fisso in area che molti pensano sia
Icardi è arrivato all’Inter nell’estate 2013, anche se sembra passato molto più tempo. Aveva vent’anni compiuti da pochi mesi, dieci gol in Serie A ed era considerato un ottimo talento in via di sviluppo. Nel corso della sua esperienza in nerazzurro gli è stata messa addosso un’etichetta ben precisa: ottimo finalizzatore, ma sostanzialmente solo quello. Una sorta di palo fisso in area che aspetta la palla e quando gravita dalle sue parti si preoccupa di depositarla in rete. Un’opinione nata soprattutto a causa della sua prima stagione, quella 2013/2014, in cui ha segnato nove gol, ha avuto problemi di pubalgia ed ha dovuto adattarsi a nuove pressioni, nuove richieste ed anche un certo potenziamento fisico.
Quando Mancini è tornato all’Inter uno dei suoi primi obiettivi è stato quello di stimolare l’evoluzione di Icardi. Vi ricordate quando l’ha schierato largo per instillargli l’idea di gioco e sacrificio? Da quel giorno Icardi ha iniziato a crescere e cambiare. I ventidue gol dello scorso anno non nascono da questo, ma di sicuro gli hanno dato tanta fiducia, che aiuta sempre quando si deve intraprendere una strada nuova.
Le ultime tre partite di Icardi fanno capire quanto il giocatore sia cambiato e come le idee di Mancini lo coinvolgano. Escludendo l’Atalanta per motivi ovvi, contro Milan, Chievo e Verona c’è un dato inequivocabile, quanto inaspettato. Dalle statistiche del sito FourFourTwo andando a guardare la zona di influenza dei giocatori dell’Inter si ottiene questo nel derby:
Contro il Chievo:
Contro il Verona:
Icardi come posizione media non solo non resta fisso in area, ma non è nemmeno il giocatore più avanzato dell’Inter. Anzi, si trova spesso ad essere il più arretrato del reparto offensivo. L’argentino evidentemente si sgancia spesso dai difensori per ricevere palla, dare uno sbocco alla manovra e per disorientare la linea difensiva, magari favorendo degli inserimenti. Un segnale chiaro di come Icardi stia cambiando con gli insegnamenti di Mancini.
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