Fredy Guarín, l’intoccabile di Mancini che ora rischia il posto Leggi la notizia completa qui: http:/ /ift.tt/1VwO2b3 Riccardo Spignesi

Fredy Guarín in azione nella partita di Serie A tra Carpi e Inter.

Le probabili formazioni per la partita di domani pomeriggio contro la Sampdoria riportano vari moduli e diversi ballottaggi, ma tutte concordano su una delle scelte di Roberto Mancini: Fredy Guarín al Ferraris dovrebbe partire dalla panchina, e sarebbe un inedito sotto la guida del tecnico jesino.

INTOCCABILE – Da quando Roberto Mancini è tornato sulla panchina dell’Inter, lo scorso 14 novembre 2014, ha cambiato tanto (quasi tutto) rispetto all’era Mazzarri e alle sue primissime scelte, ma su una cosa non ha mai avuto dubbi: ogni volta che Fredy Guarín è stato convocato ha poi giocato dal primo minuto sia in campionato sia in Europa League, andando in panchina solo nelle due gare di Coppa Italia della scorsa stagione (subentrando nella parte finale della sfortunata trasferta di Napoli e sfiorando la rete un attimo prima dell’errore di Ranocchia che ha causato il gol vittoria di Higuaín) e non giocando solo per infortuni o squalifiche. Un vero e proprio fedelissimo dunque, alla pari dei suoi compagni di reparto Gary Medel (solo una volta in panchina quando convocato) e Felipe Melo, che sarà pure l’ultimo arrivato ma sembra già essere diventato intoccabile.

CRITICATO – Lo status di titolare fisso guadagnato dal colombiano va però a cozzare con il suo rendimento, troppo altalenante e buono solo a tratti, tanto che più volte il pubblico del Meazza ha fischiato le sue giocate e i suoi tiri spesso sbilenchi, l’ultima volta in ordine di tempo domenica scorsa nella disfatta contro la Fiorentina. Per molti tifosi Guarín era da vendere nella scorsa sessione di calciomercato (qualcuno ancora rimpiange il mancato scambio con Mirko Vučinić del gennaio 2014) e sarebbe da lasciare fuori dall’undici titolare in ogni partita, ma la formazione la fa Mancini e per lui l’ex Porto gioca. Sempre. Anche nella conferenza stampa odierna il tecnico nerazzurro ha confermato la sua stima, criticando chi l’aveva fatto diventare un eroe dopo il gol nel derby di tre settimane fa salvo poi fischiarlo nella gara successiva e definendolo un giocatore come gli altri ma importante perché ha fisicità e può fare gol. Nonostante l’apprezzamento però stavolta le cose potrebbero cambiare e per la prima volta Guarín potrebbe accomodarsi accanto a Mancini in panchina, anche se il condizionale è d’obbligo visti i precedenti.

A RIPOSO? – A prescindere dal modulo che verrà utilizzato domani a Genova due delle pochissime certezze sulla formazione titolare riguardano l’impiego dei già citati Gary Medel e Felipe Melo, con l’unico dubbio riguardante l’utilizzo del cileno da centrale di difesa o da centrocampista. Guarín risulta in ballottaggio con Geoffrey Kondogbia, che come il colombiano è apparso stanco nelle ultime due uscite contro Fiorentina e Verona, ma alcuni ipotizzano addirittura una doppia esclusione di entrambi. Considerato però che il numero 13, dopo aver saltato per problemi fisici la prima giornata di Serie A con l’Atalanta, ha disputato 437′ consecutivi (ha saltato soltanto gli ultimi minuti di domenica scorsa, uscendo dopo il quarto gol viola) indossando anche la fascia di capitano nella trasferta di Modena contro il Carpi non si può definirlo fuori a prescindere dall’undici iniziale: potrebbe riposare almeno dal 1′, ma la sua titolarità per le prossime partite non è da mettere in discussione.

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