In vista di Inter-Juventus “Tuttosport” ha intervistato il giocatore più atteso dei nerazzurri, Stevan Jovetic. Il montenegrino ha parlato di se, delle sue aspettative, dell’Inter e della Juventus.
PROTAGONISTA – Stevan Jovetic ha concesso una lunga intervista a “Tuttosport”, in cui ha spaziato su diversi argomenti. Ecco le parole dell’attaccante:
Jovetic, come sta?
“Ho perso una settimana di allenamenti però mi sento bene e per domenica sarà pronto”.
Inter a +8 sulla Juve dov’è l’errore?
“Nessun errore ma la Juve resta un’ottima squadra e sono sicuro si rialzerà presto, speriamo però dalla settimana prossima”.
La Juve è fuori dai giochi se perde?
“No perché loro sono forti e restano ancora troppe partite e possono sempre rientrare. Però per noi sarebbe un passo importantissimo: quando batti i grandi acquisti tanta fiducia”.
Lei non ha mai battuto la Juve.
“L’ho fatto soltanto in amichevole a Toronto con la Fiorentina e ho pure fatto gol. Però non sono preoccupato”.
Con lei in campo però l’Inter ha sempre vinto.
“Non so che pensare però credo che anche ci fossi stato con la Fiorentina l’Inter avrebbe perso comunque. Quella è stata proprio la classica partita storta in cui ti fanno gol ad ogni tiro in porta”.
L’Inter è noiosa?
“La gente parla, parla. Se perdi ma pure se vinci ci sarà sempre qualcuno che dice che hai giocato male. A me basta che arrivino i punti, poi gli altri lasciamoli parlare”.
Quanto pesa la maglia dell’Inter?
“C’è pressione ma io sono abituato. Al City ce n’era meno: là i tifosi sono molto più tranquilli e se dai il 100% in campo a loro va bene, pure se non vinci”.
Ai tempi di Conte è stato vicino alla Juve?
“L’interessamento c’era quello è sicuro. Loro hanno chiamato il mio procuratore mentre io con Conte non ho mai parlato. Alla fine ho deciso di rimanere al City”.
Pentito?
“No, anche se sono capitate mille cose che non mi hanno permesso di dare bene. Quella a Manchester è stata una grande esperienza: ho vinto campionato e coppa, ho giocato con grandi campioni e ho imparato tanto”.
Ad esempio cosa?
“A Firenze lottavo per il quarto posto, a Manchester per lo scudetto ed un’altra cosa perché devi vincere sempre e per forza. Succede anche all’Inter e spero che finisca come il primo anno al City in cui abbiamo vinto campionato e coppa”.
Gli infortuni la hanno fatto diventare uomo in fretta?
“Mi sono rotto il crociato a vent’anni e quello è stato il periodo più brutto della mia carriera. In quei momenti però vedi chi sono i veri amici”.
Paura di non tornare?
“Questo mai: nemmeno per un secondo ho pensato “e se non…”. Sono sempre stato convinto che sarei tornato più forte di prima”.
Cosa la fa più arrabbiare?
“Quando dicono che sono rotto: non è bello sentir dire su di sé cose che non sono vere”.
Il suo sogno?
“Ovvio lo scudetto. Per ora abbiamo la squadra per un posto in Champions, poi si vedrà”.
Il suo idolo da bambino?
“Shevchenko, ma per fare la sua carriera ce ne vuole: lui ha vinto Champions, Pallone d’Oro e resta un esempio. Io sono ancora giovane e spero di avvicinarmi a lui. Il sogno sarebbe quello di fare all’Inter quello che Sheva è riuscito a fare al Milan. In primis, vincendo lo scudetto”.
Quale tecnico l’ha migliorata di più?
“Ho preso qualcosa da tutti, però Prandelli è stato quello che mi ha accompagnato nel gran salto tra il campionato serbo e quello italiano.Per lui non è stato facile perché io ero un ragazzo,pensavo di voler giocare sempre e mi incazzavo”.
Cosa sta succedendo a Mihajlovic?
“Sono convinto che Sinisa sia l’allenatore adatto per il Milan. È normale che quando arrivi in una squadra nuova ci voglia del tempo. Il Milan però gioca molto meglio rispetto all’anno scorso e prima o poi verranno i risultati”.
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