Il gioco dell’Inter: quando neanche i risultati sembrano bastare Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt /1MYupZc Riccardo Melis

Inter

Quando si parla di una grande squadra che deve tornare a vincere dopo una o più stagioni negative si tende spesso a dire che i risultati positivi, almeno nei primi mesi, siano molto più importanti del bel gioco. Questo discorso non sembra però valere per l’Inter di Roberto Mancini che, nonostante si trovi ad un solo punto dalla vetta, viene costantemente criticata dai Media nostrani per la sua manovra troppo lenta e prevedibile.

ROSA RIVOLUZIONATA – Che l’Inter non stia giocando bene è abbastanza evidente ma, considerando la posizione in classifica, è quantomeno curioso sentire così tante critiche fatte tra l’altro nei confronti di una squadra che ha cambiato così tanto in estate. Sono infatti ben undici i giocatori acquistati durante l’ultima sessione di calciomercato, sette dei quali sono tra l’altro costantemente tra i titolari (e sarebbero addirittura otto se Martin Montoya fosse riuscito a convincere il tecnico a puntare su di lui e non su Davide Santon).

SARRI E SOUSA – Diverse persone fanno notare però che, durante l’ultimo mercato, anche squadre come Fiorentina e Napoli abbiano cambiato non solo diversi giocatori ma anche i loro rispettivi allenatori e, nonostante questo, la loro manovra risulta comunque superiore a quella dell’Inter. Tutto giusto, se non fosse però che né i viola né i partenopei hanno rivoluzionato così tanto la loro formazione titolare e venivano comunque da annate migliori (Davide Astori, Matias Vecino, Jakub Blaszczykowski e Nikola Kalinic per i primi, Elseid Hysaj ed Allan per i secondi).

IL CENTROCAMPO – Il fatto stesso che Mancini, dopo i mancati arrivi di Yaya Touré e Giannelli Imbula, abbia chiesto alla società Geoffrey Kondogbia e Felipe Melo dovrebbe essere tra l’altro abbastanza esplicativo sull’Inter che il tecnico ha in mente: una squadra con al centro due giocatori forti fisicamente in grado di dare protezione alla difesa e di permettere agli altri quattro giocatori più offensivi (Mauro Icardi, Ivan Peris Stevan Jovetic ed un quarto ancora da definire) di dedicarsi invece alla fase offensiva.

VINCE CHI GIOCA MEGLIO? – Da un punto di vista prettamente estetico non sarà certamente il massimo ma questo Mancini lo sa benissimo e non credo abbia nemmeno la pretesa di proporre un gioco spumeggiante. Certo, si può e si deve migliorare assolutamente ma bisogna anche dire che molto raramente si sono viste squadre vincere la Serie A con il bel gioco. Lo stesso Milan di Carlo Ancelotti con Andrea Pirlo regista davanti alla difesa, Clarence Seedorf mezz’ala e altri tre giocatori offensivi, in Italia riuscì a conquistare un solo Scudetto in otto stagioni.

NON SI PUO’ SBAGLIARE – Ci sarebbe infine da considerare il fatto che l’Inter voglia tornare in Champions League a tutti i costi, non solo per aumentare i ricavi ma anche e sopratutto perché una squadra del suo calibro non può permettersi di rimanere ancora una volta fuori dalla massima competizione europea. Motivo per il quale l’obiettivo attuale non è tanto quello di proporre un grande gioco ma di vincere più partite possibili e il modo più semplice per farlo in Italia è quello di puntare su calciatori forti fisicamente e sulla solidità difensiva.

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