Mancini e l’Inter, tutto OK? Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1Gnpccp Viviana Campiti

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A poche ore dal ritorno in campo dell’Inter, che per fortuna sarà in competizione ufficiale contro il Palermo, vorrei dedicare un ultimo pensiero al “turno infrasettimanale” andato in scena qualche giorno fa. Mercoledì 21 ottobre, alle ore 18.00, presso lo stadio “Giuseppe Meazza” di Milano si è giocata la XXIV edizione del prestigiosissimo (si fa per dire) “Trofeo Luigi Berlusconi”. Sfida inedita quest’anno, un derby (l’ennesimo) tra Milan e Inter che aveva il sapore di… Precampionato.

L’OMBRA DEL BARATROPerché parlo di precampionato? Perché mai come quest’anno il precampionato di Inter e Milan ha regalato perle indimenticabili. A partire dal primo derby giocato in Cina il 25 luglio, valido per l’edizione 2015 dell’International Champions Cup. Il Torneo, oltre alle due milanesi, ha visto impegnato anche il Real Madrid di Benitez. Un derby che il Milan ha vinto contro un’Inter imbottita di ragazzini e priva di tantissimi titolari, grazie a un bellissimo gol dell’intoccabile Mexes. Una partita che la squadra rossonera ha sicuramente giocato meglio di quella nerazzurra e che per molti esperti aveva detto tanto su quello che si sarebbe visto poi in campionato. “Sentenza alla cinese“, aveva titolato qualche testata giornalistica nostrana. Ebbene sì, una sentenza. Mihajlovic era già riuscito a modellare la sua squadra, Mancini invece no e iniziava a intravedere l’ombra del baratro. Inoltre, il Milan era riuscito a pareggiare nei 90 minuti regolamentari contro il Real Madrid mentre l’Inter aveva nettamente perso incassando tre gol. Nessun dubbio, la tournée orientale restituiva certezze al Milan e dubbi laceranti all’Inter.

CRISI DI RISULTATI – Ma l’International Champions Cup è stato solo l’antipasto, il piatto forte doveva ancora arrivare. Il 12 agosto 2015 si è disputato il Trofeo Tim, Inter Milan e Sassuolo le tre sfidanti. Questa volta Mancini fa sul serio e per il mini-derby da 45′ schiera i titolari, così come fa anche Mihajlovic. La squadra rossonera passa in vantaggio dopo pochissimi minuti con un gol del neo acquisto Bertolacci e raddoppia con un inarrestabile Bacca, che semina il panico nell’area nerazzurra e getta l’Inter in un’acuta crisi di risultati. Inutile la bella rete di Brozovic, che accorcia le distanze sempre più abissali tra nerazzurri e rossoneri. “Milan, c’è Bacca. Inter, chi c’è?“, si chiede la “Gazzetta dello Sport“. Domanda lecita, perdere due derby estivi su due è davvero troppo per una squadra che si è rinforzata così tanto, e tanto ancora farà sul mercato. L’Inter riuscirà a perdere anche con il Sassuolo e combinerà poco anche nei successivi test di precampionato.

RINASCITA… FORSE – Finalmente inizia il Campionato, ma l’Inter è già all’ultima spiaggia. Il precampionato fallimentare non aveva di certo fatto presagire cose positive. Ma si sa, il calcio a volte parla una lingua strana e la squadra di mister Mancini ribalta le previsioni: vince le prime cinque partite (derby da 3 punti compreso), frena bruscamente contro la Fiorentina e pareggia contro Sampdoria e Juventus. Un bottino “miha male” per una squadra che già ad agosto si trovava alla deriva. Potrebbe sembrare una “rinascita“, e invece no! Perché i nerazzurri vincono e fanno punti, sì. Ma sono brutti, bruttissimi da vedere. Zero gioco, Kondogbia è un bidone clamoroso, Icardi si è perso, Perisic non ha un ruolo. “Milano, che fatica!“, titola sempre la “Gazzetta dello Sport”. In realtà i nerazzurri hanno qualche punto in più dei “cugini” rossoneri. Ma fa niente, Mancini e Mihajlovic da ottimi amici quali sono solidarizzano anche nei momenti negativi e quindi fanno fatica allo stesso modo. Una sentenza all’italiana, mi verrebbe da dire.

GLORIA INASPETTATA – Poi, quando meno te lo aspetti, la GLORIA! L’Inter vince l’ambito Trofeo Berlusconi scatenando l’ira di chi, per ovvi motivi, a quel Trofeo ci tiene in maniera particolare: Silvio Berlusconi. Queste le sue dichiarazioni a fine partita: «Quando si vince si parla, quando si perde bisogna invece stare zitti». Non l’ha presa bene il Presidente rossonero, e a posteriori si potrebbe dire che un po’ di ragione ce l’ha. Perché è stato chiaro fin dalle convocazioni dei due allenatori che sarebbe stato il Milan a desiderare di più la vittoria. Mihajlovic ha infatti mandato in campo quasi tutti i titolari, mentre Mancini ha scelto una formazione piena di “baby” più qualche volto noto. E’ il volto noto di Kondogbia (sì, proprio lui) a colpire il giovane Donnarumma e a decidere questo inedito derby. A questo punto sembrerebbe più instabile la posizione dell’allenatore serbo (vero mattatore dei derby amichevoli) rispetto a quella dell’amico di Jesi (messo in discussione fin dal precampionato). Ma la domanda principale, comunque, rimane sempre e solo una: “Mancio, tutto OK?“.

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