La dodicesima giornata di Serie A non ha regalato grandi sorprese ma solo tante conferme. La Juventus, vincendo in rimonta contro l’Empoli, si conferma una squadra in ripresa. La Roma vince (e convince) nel derby contro la Lazio. Il Sassuolo, da rivelazione, sta diventando certezza. Il Napoli fa bottino pieno grazie a un gol del solito Higuain. La Fiorentina sbanca “Marassi”, mette in crisi la Sampdoria e si conferma prima in classifica insieme all’Inter. Già, l’Inter, conferma delle conferme: vince in trasferta a Torino con il suo solito risultato (0-1, per chi non lo sapesse) e con tanto… cool!
SETTE NUMERO MAGICO – 7 come i gol subiti dall’Inter in 12 giornate (miglior difesa del campionato), 7 come le volte in cui la squadra di Mancini ha portato a casa i tre punti vincendo per 1-0 (su un totale di otto vittorie, tre pareggi e una sconfitta), 7 come il numero che ha sulle spalle Geoffrey Kondogbia, autore del gol vittoria contro il Torino. Potremmo aggiungere un altro 7 all’elenco: i quasi 7 minuti di recupero assegnati dall’arbitro Irrati nel finale di Torino-Inter. Insomma, una giornata di campionato all’insegna del sette per la squadra nerazzurra. Che continua a vincere, senza convincere. Ormai sta diventando un grande classico, quasi come Mancini che cambia un modulo a partita, lasciando con un pugno di mosche in mano tutti gli esperti (o pseudo tali) che durante la settimana si impegnano davvero molto a ipotizzare le sue mosse.
3-5-2 DI MAZZARRIANA MEMORIA – …ma manciniana vittoria! Sì, perché Roberto Mancini questa volta ha davvero spiazzato tutti. Si presenta all’Olimpico di Torino con un modulo mai schierato prima, e per sua stessa ammissione provato anche poche volte. Ma le sorprese non finiscono qui, perché non contento il mister lascia fuori nomi altisonanti: Jovetic e Perisic. Dentro Palacio, che va a fare coppia con Icardi. Proprio come accadeva la scorsa stagione, avrà pensato qualche tifoso nostalgico. Come al solito destano stupore e perplessità le scelte dell’allenatore interista, che decide di rendere camaleontica la sua squadra per non dare punti di riferimento agli avversari. Una tattica che si sta rivelando efficace, considerando i risultati. Le vittorie contro Roma e Torino sono soprattutto sue, che si è dimostrato umile e intelligente al punto giusto. Il tecnico è consapevole del fatto che la sua Inter non è ancora abbastanza matura e collaudata per imporre il proprio gioco, e quindi decide di scendere in campo adattandosi all’avversario che di volta in volta si trova di fronte. Atteggiamento troppo provinciale? Forse è vero, ma è altrettanto vero che dopo aver peccato di presunzione contro la Fiorentina il Mancio sembra aver imparato la lezione. E i risultati chi vuol vederli li vede. Ma appunto, c’è qualcuno realmente interessato a vedere questi risultati?
NON È BELLO CIÒ CHE È BELLO… – Quindi, ricapitolando, l’Inter ha 27 punti dopo dodici giornate di campionato e occupa la prima posizione in classifica insieme alla Fiorentina di Paulo Sousa (quella che gioca a calcio dal 1° al 90° minuto). Un risultato che nessun tifoso nerazzurro, nemmeno il più ottimista, avrebbe mai potuto immaginare. Eppure non va bene. Non va bene perché Mancini cambia tanto, quindi non ha dato un’identità alla squadra. Non va bene perché gli attaccanti non segnano e vincere con un solo gol di scarto è reato. Non va bene perché il tifoso non si diverte a guardare la sua squadra vincere senza un gioco spumeggiante. Non va bene perché l’armata nerazzurra concede poco all’avversario (solitamente è un segno di forza), e quel poco che concede viene magistralmente disintegrato dalle parate di Handanovic che, ricordiamolo, è stato acquistato proprio per parare. Non va bene perché l’Inter è brutta e vince, ma l’occhio vuole la sua parte. Questione di estetica, insomma. Peccato che il calcio sia uno sport in cui ha ragione chi vince, non chi è più bello. Anzi, solitamente è bello vincere. Non è questo il caso, a quanto pare.
QUESTIONE DI… COOL! – L’Inter capolista non è poi così cool, come direbbero gli amici inglesi di Mancini. Però ha tanto… cool. Eccome se ne ha (e ben venga)! Perché ascoltando gli approfondimenti sportivi – di gente che dichiara di saperne s’intende – si evince solo questo dato statistico: l’Inter vince perché ha culo. Per cui qualsiasi altro dato diventa a questo punto irrilevante. Inutile che Mancini inviti i giornalisti a riguardare attentamente le partite e usare un metro di giudizio un tantino più professionale. Eh no caro mister! Perché dovrebbero sprecare il loro preziosissimo tempo ad analizzare i dati di quei ″signorotti nerazzurri″ che occupano il primo posto in classifica solo per puro caso e grazie ai favori della Dea bendata? Non funziona così Mancio, fattene una ragione pure tu. E ringrazia il cielo di avere cool.
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