Marco Fassone, ex Direttore Generale dell’Inter, ospite a “Tele Lombardia” ricorda il suo rapporto con Moratti, spiega i motivi che portarono all’esonero di Mazzarri e precisa le cause che portarono l’Inter a non concludere lo scambio Guarin-Vucinic
MORATTI – «Nei suoi confronti ho una grande riconoscenza per avermi permesso di vivere questa esperienza data anche il cambio societario che ci sarebbe stato da lì a poco. Dopo la cessione si comportò da signore, ha fatto un passo indietro, dato che il 70% è passato nelle mani di Thohir, ma resta un esponente di grande autorevolezza».
MAZZARRI – «Mazzarri lo conosco bene, ho lavorato con lui a Napoli e a Milano. Su una cosa lui è sempre molto chiaro, chiede sempre l’anno di paracadute. E’ andato a scadenza solo a Napoli quando lui decise che sarebbe andato via. All’Inter fu rinnovato perchè raggiunse l’Europa League, che era l’obiettivo della squadra in quel momento. Poi l’ambiente che si era creato ci portarono a virare su Mancini».
SCAMBIO GUARIN-VUCINIC – «In quella trattativa c’era ancora Marco Branca che si occupava della parte sportiva, quando venni informato della trattativa era già stata portata avanti. Sul traguardo il presidente disse che a quelle condizioni non le voleva più fare e facemmo un passo indietro, la Juve ci rimase male. E’ una decisione che prendemmo tutti insieme, ritenemmo che fosse opportuno non andare fino in fondo. Passo indietro dovuto ai tifosi? No, quella operazione dal punto di vista economico finanzairio non era accettabile».
LA MAGLIETTA ANTI-INTER – «Sono ingenuità che si fanno quando si va in un nuovo club, è normale che ti salutano con una maglietta e una sciarpa, l’ingenuità è stata aprirla senza sapere. In quei periodo sono stati periodi difficili per me anche perchè la squadra non andava bene. poi le cose migliorarono, ho trovato persone che mi hanno rispettato e ascoltato».
STADIO – «Penso che Inter e Milan rimarranno a San Siro, quando Barbara Berlusconi voleva lo stadio a Portello per noi rimanere a San Siro da soli sarebbe stata un’ ipotesi eccellente, adesso penso che restare insieme a San Siro sia l’ipotesi più percorribile. Per questo occorre che i due club abbiano la stessa visione e buoni rapporti».
FUTURO – «Vedremo dove mi porta il destino. L’estero è l’ipotesi che mi attira di più»
AUGURI ALL’INTER – «Spero che l’Inter e la società faccia bene e gli auguro il meglio. Per chi tifo? In questo momento per l’Inter».
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