L’ex Inter Cocchiere si racconta: “E’ dura conciliare il calcio con la politica” Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1Od7eL3 Francesco Siniscalchi

ignazio cocchiere

Ignazio Cocchiere, ex Inter fin al 2007 e ora idolo della squadra belga Union Saint-Gilloise si racconta a “gianlucadimarzio.com”: dal ricordo dell’Inter primavera a Mario Balotelli. Ora è anche assistente parlamentare e conciliare quest’attività con il mestiere da calciatore non è certo facile

INTER PRIMAVERA – “Quella squadra era una delle Primavere più forti degli ultimi anni a mio parere. Il presidente Moratti voleva vincere e anche a livello giovanile si investì molto. Moltissimi dei miei ex compagni sono diventati calciatori di primissimo livello: c’era Bonucci, Balotelli, Bolzoni, Siligardi e tutti quelli che non cito sono tra B e C“.

BALOTELLI – “Mi ricordo quanto fosse un bravissimo ragazzo, è tanto che non lo vedo. Mi piange il cuore quando si parla male di lui perché so quanto è buono… e le doti calcistiche sono assolutamente innegabili. Ricordo la vittoria dello scudetto, contro la Sampdoria, al 90esimo con rigore di Balo che all’epoca aveva 3 anni meno di noi: prese il pallone e lo messe sul dischetto con una personalità e una freddezza davvero impressionanti regalandoci il titolo di Campioni d’Italia. Grande merito di quella stagione favolosa fu del nostro mister Esposito che fu in grado di creare un gruppo unito e inculcarci i valori giusti. Alla Pinetina si vedevano solo Ferrari e Lamborghini, era davvero troppo facile montarsi la testa. Il mister ci ha fatto sempre lavorare con umiltà spiegandoci che il 99% di noi si sarebbe dovuto fare le ossa nelle serie minori“.

ASSISTENTE PARLAMENTARE E CALCIATORE – “Per riuscire a conciliare le due cose devo innanzitutto ringraziare il deputato per cui lavoro perché mi lascia molta libertà anche se effettivamente la mia giornata tipo è molto dura. La sveglia suona alle 6 e 45 e un ora dopo solitamente sono già in Parlamento. Verso le 3 e mezza esco dall’ufficio per andarmi ad allenare, poi torno in Parlamento subito dopo e ci resto fino alle 21, in media. Il lavoro di assistente parlamentare non ha dei veri e propri orari ma senza l’aiuto dei miei colleghi non ce la farei a fare tutto. Alla sessione plenaria di Strasburgo ad esempio va la mia collega… è tutta una questione di organizzazione. La sera quando arrivo a casa sono distrutto ma lo faccio volentieri perché il calcio – come le altre discipline europee – mi piacciono molto, non mi pesano fare questi sacrifici. Magari i miei colleghi il sabato sera escono a bersi una birra, io riposo in vista della partita della domenica“.

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