Pierluigi Orlandini, ex centrocampista di Inter, Atalanta, Milan e Parma, attualmente tecnico degli Allievi della Virtus Francavilla, ha oggi analizzato il campionato della squadra di Mancini, ricordando la sua esperienza in nerazzurro, durata soltanto due anni
IL PASSATO – In un’intervista pubblicata sul sito di Gianluca Di Marzio, Pierluigi Orlandini ha parlato dell’Inter, in cui militò dal 1994 al 1996, soffermandosi sul suo esordio in un derby vinto dai nerazzurri anche grazie a una sua rete:
«L’Inter è stato un passaggio importante, un club di livello mondiale, che aveva in rosa campioni come Pagliuca, Ruben Sosa, Bergkamp solo per citarne alcuni. I primi mesi li passai fuori per un infortunio e il derby fu proprio la prima gara: non poteva esserci esordio migliore. Segnai uno dei due gol che ci permisero di vincere davanti a ottantamila spettatori. Clima elettrizzante, scenografie fantastiche, partita unica.
Mia madre mi registrava tutte le partite e chiaramente conservo con cura anche quella cassetta. Questi video mi danno la possibilità di far vedere a mio figlio cosa ha fatto il papà in carriera. Ora ha quattordici anni, ma quando ho smesso era piccolissimo e tramite questo archivio posso dire che anche lui mi ha visto giocare.»
IL PRESENTE – L’ex centrocampista ha poi esaminato la situazione attuale dei due club milanesi, entrambi reduci da annata inferiori alle aspettative dei tifosi:
«E’ un po’ di anni che ormai faticano a stare ai vertici del nostro campionato. La Juventus ha dominato nelle scorse stagioni e nelle ultime giornate della serie A di quest’anno ha dimostrato che è ancora la squadra da battere. Faccio fatica a capire come società del livello di Milan e Inter abbiano tutte queste difficoltà a riemergere, non solo in Europa, ma anche in Italia.»
IL FUTURO – La squadra nerazzurra non ha però impressionato particolarmente Orlandini, il quale afferma di rimpiangere i campioni che, in passato, hanno indossato la maglia interista:
«Quest’anno i nerazzurri sono abbastanza quadrati, sono una squadra fisica, rocciosa, ma non credo che possano stare in testa per tutto il campionato. Ricordano la prima Inter di Mancini, ma devo ammettere che non mi diverto molto a vederli giocare. La rosa ha meno qualità di quella dei vari Ibrahimovic, Figo, Zanetti, Maicon, Vieira. Credo che ci siano squadre che giocano meglio e alla fine la qualità del gioco paga in termini di risultati.»
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