Inter-Chievo, finale thriller: tra paura, pestoni e inutili proteste Leggi la notizia completa qui: http://ift.tt/1S3n0Lp Viviana Campiti

Mauro Icardi

L’Inter è finalmente tornata a fare tre punti nel suo stadio, contro il ChievoVerona di Rolando Maran. Roberto Mancini – squalificato – segue i suoi ragazzi da lontano (ma nemmeno troppo), e può gioire per il decimo 1-0 stagionale. Ma non è tutto oro ciò che luccica, il finale di partita è stato incandescente

RITORNO ALLE ORIGINI – Bentornato caro 1-0, ci sei tanto mancato. Forse non proprio a tutti, ma dopo un periodo di magra come quello di gennaio anche il tifoso o esperto più schizzinoso può abbandonare per un attimo i tecnicismi e prendere il risultato per quel che è: un gol, tre punti. Che poi la vittoria di misura non renda giustizia a quanto l’Inter ha fatto vedere in campo per almeno 80 minuti buoni è un altro paio di maniche. I nerazzurri scendono in campo con una formazione tatticamente ordinata, fatta di scelte che finalmente sembrano avere un senso: Telles (uno dei migliori in campo) sulla fascia sinistra, centrocampo a tre e un tridente di quantità e qualità. L’Inter abbandona i fronzoli e bada alla sostanza, gira bene palla e arriva spesso nell’area avversaria, dove trova un portiere – all’esordio assoluto – che sventa pericoli su pericoli: bravo Seculin, complimenti sinceri. Dicevamo, la squadra di Mancini riesce a creare più del solito, anche se manca sempre quel pizzico di cattiveria e precisione sotto porta. La sblocca il tanto chiacchierato Icardi, che ridendo e scherzando sigla il suo 50° gol in Serie A su 109 presenze. Tutto bene, fino a quando non arrivano gli ultimi dieci minuti di partita, quelli in cui l’Inter inizia a provare timore.

FINALE THRILLER – Non è un mistero ormai, gli ultimi istanti di match sono stati fatali all’Inter in tre occasioni (Lazio, Sassuolo, Carpi). Punti preziosi mandati alle ortiche per quei pochissimi minuti di follia. Più che follia, paura. E questo succede quando si è sotto pressione, quando si è poco sicuri dei propri mezzi e – soprattutto – quando non si chiudono le partite. Il Chievo prende coraggio e inizia a invadere l’area nerazzurra, i tifosi sentono odore di beffa, che fortunatamente non arriva. Arrivano le polemiche però, quelle di Maran che – non si sa come – riesce a vedere un rigore inesistente a partita finita. Sbraita a bordo campo il tecnico gialloblù, tutta la panchina del Chievo si agita inutilmente. Calma ragazzi, capisco che a “San Siro” ultimamente succedano cose strane al 90′, ma con sei arbitri in campo dare quel (non) rigore sarebbe stata una cosa davvero grave. Grave almeno quanto Cesar e Spolli che passeggiano – letteralmente – sulla schiena di Icardi, ovviamente dentro l’area di rigore (come da immagine sotto allegata, ndr). Nessuno vede niente, nessuno dice niente, nessuna sanzione. Ma sì, lo avranno scambiato per una zolla del campo, unica spiegazione. Dunque – statistiche alla mano – l’Inter ottiene il suo decimo 1-0 stagionale, ma questa volta domina e crea molto di più. Unica grande pecca, quelle maledette gambe tremolanti quando ormai i tre punti sono cosa fatta. Come risolvere il problema? Cercando di inanellare una serie di risultati positivi, che facciano ritrovare a tecnico e squadra l’autostima smarrita, quella che noi tutti abbiamo visto a inizio stagione.

icardi calpestato

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