Mister, sbagliando s’impara: no a rivoluzioni come all’andata Leggi la notizia completa qui: http:/ /ift.tt/1KK9TML Orazio Rotunno

Mancini

Una partita importantissima, così come lo fu all’andata: in quel caso Mancini ci arrivò con 5 vittorie consecutive e l’infelice idea di stravolgere tutto, con la difesa a tre. Fu un disastro.

E 4-3-3 SIA – Se Mancini ha scelto un modulo e buona parte degli uomini per interpretarlo, deve perseguire quella strada. E’ ora che i giocatori si conoscano, che nasca un affiatamento i campo, che ne conoscano movimenti e meccanismi: dentro Miranda di ritorno dalla squalifica, Medel diffidato rimasto a riposo col Verona e col solo dubbio Palacio-Perisic. L’Inter, anche per mancanza di alternative valide in altri ruoli, è questa: anche perché, isolando gli incredibili tre gol presi su calcio da fermo, l’Inter ha mostrato grossi miglioramenti nella fase offensiva con Chievo e Verona, creando tantissime palle gol. Le reti subite su azione sono zero, Handanovic non ha dovuto compiere alcuna parata in 180 minuti: in avanti la scelta di due giocatori, magari meno dotati tecnicamente come Ljajic e Jovetic ma che lavorano più per Icardi è la squadra, risulta ideale. Eder pur non segnando ha palesemente aiutato l’ex Samp nella ricerca della rete, Palacio lo conosciamo e sembra essere tornato proprio quello dei bei tempi, ma un Perisic al suo posto sarebbe un profilo molto vicino a quello dell’argentino, adatto agli equilibri di squadra e alla ricerca della pericolosità offensiva.

Potrebbe giocare un più accorto D’Ambrosio per uno fra Nagatomo e Telles, che però arrivano da buone prestazioni. L’Inter è questa e sta crescendo, Mister, non serve una nuova rivoluzione di uomini e modulo.

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